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Carmela Melania Rea, l'assassino tornò sul luogo del delitto

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Di giorno in giorno, di ora in ora, si aggiungono dettagli ed elementi sull’omicidio di Melania Rea, la donna di 29 anni uccisa a coltellate e ritrovata il 20 aprile, a due giorni dalle scomparsa, nel Bosco delle Casermette di Ripe di Civitella (Teramo). Indizi che, invece che semplificare le indagini, contribuiscono a intricare il quadro, già reso complesso da una serie di rapporti e intrecci affettivi che sono emersi nel corso delle operazioni degli investigatori. Pare, a quanto avrebbero rilevato gli inquirenti, che l’assassino sia tornato sul luogo del delitto per colpire ancora la donna, dopo averla uccisa. L’avrebbe colpita con 23 coltellate con le quali le ha tolto la vita; l’avrebbe nuovamente colpita, in un secondo momento, 14 volte, per depistare le indagini. Lo avrebbe fatto tornando sul luogo del crimine alcune ore dopo il decesso della donna. Sono stati gli esami della coagulazione del sangue a far emergere tale dinamica. Il sangue della donna, all’altezza dei fendenti, infatti, si sarebbe coagulato in tempi differenti. Alla base della seconda serie di coltellate ci sarebbe la stessa volontà di depistaggio che sarebbe stata la ragione dell’incisione di una svastica sul corpo della donna, e della siringa conficcata nel collo. Nel frattempo, sul marito, Salvatore Parolisi, caporal maggiore dell’Esercito, e addestratore delle reclute donne del Reggimento Piceno, aumentano i sospetti. L’uomo aveva una relazione stabile, da circa due anni, con una sua ex allieva, Ludovica Perrone, di 27 anni, originaria di Sabaudia, caporale dell’ottavo Reggimento lancieri Montebello, in servizio a Roma e attualmente impegnata in un corso di perfezionamento a Lecce. Parolisi aveva liquidato il loro rapporto come flirt, ma la donna sostiene che, invece, le avesse promesso amore e che per lei avrebbe lasciato la moglie. Il militare potrebbe trovarsi a dover spiegare perché ha mentito su questa realazione, definendola «storia vecchia, finita», nonostante avesse un cellulare dedicato esclusivamente a lei e ad altri flirt occasionali. Non solo: Parolisi ha continuato a sentirsi con l'amante anche dopo la tragica scomparsa della moglie. Il primo maggio Ludovica aveva chiamato il suo ex addestratore al cellulare. Questi le aveva detto che parlarsi in quel modo non fosse prudente, e aveva tentato di sentirla da una cabina telefonica. 


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