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IL CASO/ L'illusione delle vite "perfette" in cui non c'è posto per un figlio

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Kate Middleton (Foto Ansa)  Kate Middleton (Foto Ansa)

Il 5 maggio, al congresso “Reproductive ageing: a basic and clinical update” promosso da Serono Symposia International Foundation (Ssif), Antonio Pellicer, ginecologo ed esperto di fertilità dell’Università di Valencia spiegava che l’aumento dell’aspettativa di vita si accompagna oggi a un notevole mutamento nella posizione sociale e professionale della donna che ha portato, come conseguenza, alla scelta di ritardare il momento del concepimento: “Il 50% delle pazienti che ricorrono a trattamenti per l’infertilità deve affrontare le conseguenze dell’invecchiamento: il risultato è che oggi l’età della donna è la prima causa di infertilità”.

Non voglio invitare nessuno a progettare un figlio a 16 anni; ma domandiamoci perché oggi chi fa un figlio a 40 anni è normale e chi lo fa a 20 (come Lady Diana, cioè quando ovaie e ormoni sono al massimo) è matto? È una cultura che ci strappa 10-20 anni di capacità riproduttiva, e ci propone un ideale di realizzazione solo in certi termini di carriera e soldi. Certo, per le donne prima la realizzazione erano solo i figli, ora è solo la carriera: ma non sarebbe bello trovare un sano equilibrio, che sta nel dare a chi vuol fare la mamma tutti gli strumenti per farlo al momento giusto (e soprattutto quelli di una cultura che non la prenda per matta) e altrettanto a chi vuol far carriera?



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COMMENTI
10/05/2011 - Matrimoni procreazioni tardivi. (Carla D'Agostino Ungaretti)

Io non credo che la causa dei matrimoni oltre i 30 anni e delle conseguenti tardive maternità sia la voglia di carriera delle donne. O, perlomeno, non è quella l'unica motivazione. La causa principale, a mio giudizio, è il mutamento della morale sessuale, che oggigiorno consente ai fidanzati di convivere un certo numero di anni, prima di sposarsi (o di "uscire" insieme, come dicono gli americani) per vedere "se funziona". Una volta c'era la riprovazione sociale per questo tipo di esperienza, oggi invece essa viene incoraggiata, perciò i fidanzati non hanno alcuna fretta di sposarsi perché, tanto, già si "conoscono". Una volta i fidanzati borghesi non vedevano l'ora di sposarsi per poter fare (con la benedizione di Dio, dei genitori e della società) ciò che nel semplice fidanzamento era loro proibito; oggi è ritenuto anomalo e stravagante il contrario. Il discorso vale anche per i giovani principi inglesi. E' meglio o peggio? Dato il risultato dei matrimoni moderni vorrei dire che è peggio o, comunque, le giovani generazioni che usufruiscono di questa libertà un tempo sconosciuta non sono più felici dei loro nonni.