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PROCESSO MORI/ Massimo Ciancimino: il “puparo” è un autista di un generale

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Riferendosi ai documenti del padre, ha aggiunto: «Ogni volta mi diceva di darli all’autorità, ai magistrati e così io facevo». Parte di questi documenti sarebbero serviti a «dimostrare - ha continuato il figlio dell'ex sindaco di Palermo - la persecuzione giudiziaria che attuavano Giovanni Falcone e Gianni De Gennaro. Mi disse che la vittime della trattativa erano state mio padre e il generale Mori e che la trattativa era stata orchestrata da altri personaggi come Amato e Mancino». Il ”puparo” si sarebbe fatto vivo il 7 aprile del 2010, allo Steri di Palermo, sede del rettorato dell’università, dove il figlio del boss si trovava per la presentazione del suo libro sul padre: ”Don Vito”.



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