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RU486/ D’Agostino: la pillola-killer comincia a uccidere l'Europa

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E’ la prima volta che in Europa si accerta un decesso a seguito dell’uso della Ru486. Ma negli Stati Uniti ne sono stati accertati diversi. Non dimentichiamo, inoltre, che, all’inizio fu utilizzata per il mercato africano, per favorire l’aborto in donne che vivevano in contesti in cui il ricovero ospedaliero era molto difficile e costoso. Diffondendo  tra queste popolazioni l’uso della pillola si favoriva l’interruzione di gravidanza a costi limitatissimi. Ma non sappiamo quanti decessi ci possano essere stati. Proprio la lontananza di queste donne dalle strutture ospedaliere, rendeva impossibile verificare le cause di morti legate all’uso della pillola. Non abbiamo, quindi, dati concretamente rassicuranti  a riguardo.

 

Quindi, quale sarebbe l’atteggiamento più corretto da parte della comunità scientifica e delle istituzioni europee?


l problema non è riducibile a livello statistico. Non possiamo metterci a fare dei macabri conteggi, per capire se siano maggiori i rischi di mortalità con la tecnica abortiva A, B o C. Il problema etico della pillola della RU486 è fondamentalmente simbolico. Il mondo occidentale deve, con grande e rara onestà decidere se vuole privatizzare radicalmente l’aborto scaricando esclusivamente sulla donna la decisione abortiva e il boomerang psicologico e morale che ne consegue, o se vuole restare negli argini – discutibili – secondi i quali l’aborto è una risposta tragica ma, in alcuni casi, non illegale, a reali problemi di salute psicofisica. E’ questa la grande alternativa.Se per una donna che ha una gravidanza plurima a rischio o ha ricevuto violenza carnale ci possono essere forti attenuanti, per i casi di donne che, invece, non hanno problemi fisici, sociali, o economici, la scelta abortiva è altamente deprecabile, dal punto di vista morale. In ogni caso, benché tutte le ragioni possano essere più o meno, umanamente, comprensibili, tali casi non possono essere risolti con quella che rappresenta la sostanza etica dell’aborto: l’uccisione della vita umana.

 

Allo stato attuale, è possibile "limitare" i danni?

 

Se l'argomento fosse trattato meno ideologicamente e si accettasse l’idea di introdurre adeguati aiuti economico-sociali molte donne potrebbero essere dissuase dall’aborto; il paradosso è che il filo abortisti più accaniti vedono come fumo negli occhi queste forme di sussidi, perché li considerano come una forma di limitazione dell’autonomia e della lilbertà delle donne. 

 

(Paolo Nessi)

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