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Saviano, pace con Mondadori, pubblicherà per Einaudi

Pubblicazione:sabato 14 maggio 2011

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Pace fatta, tra Roberto Saviano e Marina Berlusconi? Pare proprio di sì. O, per lo meno, una tregua, un seppellimento momentaneo dell’ascia di guerra. L’autore di Gomorra, infatti, pubblicherà il suo prossimo libro con la casa editrice Einaudi, che fa riferimento alla Mondadori di cui la figlia del presidente del Consiglio è presidente. La notizia è stata data da Maurizio Costa, amministratore delegato della Mondadori, ospite dell'Osservatorio dei giovani editori, il cui convegno si è concluso oggi. Discutendo del caso Saviano del fatto che molti autori non sono “fedeli” alla propria casa editrice, ma pubblicano con diverse, ha detto: «Potremmo aprire una parentesi e dire che Saviano non ha ancora dichiarato che non sarà un autore Mondadori». E ha aggiunto: «Anzi  pubblicherà il prossimo libro per Einaudi che come tutti sapete è una casa editrice del gruppo Mondadori».Gli episodi che avevano lasciato preludere ad un’inevitabile separazione, erano iniziati alcuni mesi or sono. A gennaio, a Saviano era stata conferita dall’università di Genova la Laurea Honoris Causa in giurisprudenza. Nel corso della cerimonia aveva detto di voler dedicare il titolo «ai magistrati Boccassini, Sangermano e Forno che stanno vivendo momenti difficili solo per aver fatto il loro mestiere di giustizia». A molti la dedica era parsa una stoccata al premier, indagato all’epoca, dalla Boccassini, per il caso Ruby, per il quale sarebbe stato rinviato a giudizio con le accuse di concussione e prostituzione minorile. Marina, seccata, aveva replicato: «Mi fa letteralmente orrore che una persona come lui, che ha sempre dichiarato di voler dedicare ogni sua energia alla battaglia per il rispetto della libertà, della dignità delle persone e della legalità, sia arrivata a calpestare e di conseguenza a rinnegare tutto quello per cui ha sempre proclamato di battersi». Secondo la Berlusconi, «Il “mestiere di giustizia”, come lo chiama Saviano, e coloro che sono chiamati a esercitarlo, non dovrebbero avere nulla a che vedere con la persecuzione personale e il fondamentalismo politico che questa vicenda mette invece tristemente, e con spudorata evidenza, sotto gli occhi di tutti». Passo successivo dello strappo, per molti un chiaro segnale dell’imminente divorzio definitivo,  la decisione di Saviano di pubblicare con Feltrinelli un libro che raccoglieva i monologhi andati in onda nel corso della trasmissione Vieni via con me, condotta assieme a Fabio Fazio. «Mondadori ed Einaudi sono case editrici libere. Sento però che la proprietà non sopporta più la mia presenza...», aveva dichiarato in un’intervista a Il Corriere della Sera. «Una cosa – aveva aggiunto - è la proprietà, un'altra è l'editore. Ma nel mio caso questo equilibrio sembra rompersi. Anzi, si è rotto».  


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