Cronaca
martedì 17 maggio 2011
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E’ morta a soli 16 anni, per non portare a termine la gravidanza di un figlio che, non sappiamo perché, ma non voleva. A toglierle la vita è stata la pillola abortiva Ru486; il decesso è stato causato da uno shock settico da Clostridium Sordellii, infezione che finora era stata diagnostica nei decessi da aborto medico esclusivamente negli Stati Uniti. La ragazzina era portoghese e, in Europa, è il primo caso di morte accertata per Ru486. Al di là delle considerazioni sulla liceità o meno dell’interruzione di gravidanza, resta un fatto incontrovertibile: se fosse stata seguita in ospedale, probabilmente il virus sarebbe stato contrastato e si sarebbe salvata. Vincenzo Cagnano, medico che ha deciso di non optare per l'obiezione di coscienza e che, quindi, pratica l'aborto, ci illustra gli aspetti controversi della Ru486.
Qual è la sua opinione sull’utilizzo della pillola abortiva?
Pariamo da una considerazione: la legge 194 è stata studiata per garantire un’assistenza alle donne che vogliono abortire. Prevede che la donna sia accudita, nel corso della propria vita riproduttiva, in tale scelta - che non è mai presa a cuor leggero -, attraverso, ad esempio, colloqui con specialisti, psicologi e ginecologi, per trovare alternative all’aborto. Nella mia esperienza ho notato come trovarsi qualcuno con cui parlare – può essere lo psicologo, il medico o l’infermiera -, confrontarsi, chiedere ancora spiegazioni sul passo che si sta compiendo, possa essere determinante.
Ho visto alcune donne cambiare idea all’ultimo minuto e rinunciare all’aborto. Se la Ru486 dovesse essere introdotta in Italia – attualmente è impiegata in via sperimentale solo in alcune Regioni - ci troveremmo ad uno stravolgimento completo della 194. Le donne entrerebbero in una qualsiasi farmacia e prenderebbero la pillola nel silenzio della loro casa.
Attualmente in cosa consiste il suo utilizzo sperimentale?
Verrebbe da dire: "E chi se ne frega delle donne!" Vai a letto con loro, le metti in cinta, te la squagli, tanto c'è l'aborto...Una pillola e passa la paura. E se muoiono, ce n'è sempre un'altra con cui andare a letto, da mettere in cinta, da lasciare tanto c'è l'aborto... Senza considerare che fai anche un piacere alle multinazionali del farmaco...tanto la mentalità del progresso ti giustifica anche! Che dolore vedere trattate in questo modo le donne, quelle più giovani in particolare! Conversazione colta in autobus a Rimini fra ragazze sedicenni: "- Ho il fidanzato. - Chi è? - Ha 18 anni- Mi vuol portare a letto; ma io a casa sua non vado e nemmeno lo porto a casa mia; magari in macchina..." Rimini è in Emilia-Romagna, una delle Regioni che usano la RU486. Le sedicenni sono ben assistite, no?!
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