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INCHIESTA/ La civile Svizzera prova a sedurre l'Italia col "turismo della morte"

Pubblicazione:mercoledì 18 maggio 2011

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

In 13 anni di attività la Dignitas ha “assistito” 1.138 persone. E gran parte degli stranieri che vi sono rivolti provenivano da paesi dove l’eutanasia non è affatto illegale: i 592 tedeschi, i 16 spagnoli, i 18 statunitensi hanno solamente scelto un diverso luogo, forse anche una diversa modalità, per morire. Gli svizzeri, invece? Sono circa 250 l’anno, perlopiù anziani intorno ai 76 anni. Molti, forse troppi per chi, dagli anziani, anche se invalidi e sofferenti, si aspetta una rassegnata accettazione della fine che verrà. Da sola.

Il vero problema, forse, non è l’eutanasia, né l’offerta del servizio anche a chi non potrebbe praticarlo, almeno non con le stesse modalità nel proprio paese. Il vero problema è l’impressionante predisposizione al suicidio che c’è in Svizzera: qui, ogni anno, sono circa 1.400 le persone che si tolgono la vita. Sono tante. In Italia, sono il doppio, dirà qualcuno. Ma l’Italia ha più di 60 milioni di abitanti, mentre la svizzera non arriva neppure a sfiorare gli 8 milioni. E allora? C’è qualcosa che non va. Suicidarsi non è un delitto. Ma perché dev’essere difeso come un diritto?



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