BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LA STORIA/ Vi racconto la "strana" festa di Giovanni, battezzato dietro le sbarre

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Il battesimo nel carcere di Padova  Il battesimo nel carcere di Padova

Un gruppo di disabili recita Dante, uno che aveva smarrito la retta via, ma che poi ha rivisto le stelle, il professor Nembrini spiega la Divina Commedia, cioè il cammino redentivo del Sommo Poeta, Carlo Pastori intona canzoni sulla mala. Una festa che è un trionfo della realtà sul mondo virtuale che domina le vite di tutti, una festa che ha meritato le centinaia di chilometri di viaggio.

E cito solo qui, alla fine, l’organizzatore e animatore di tutto, l’amico che mi ha invitato (grazie!), Nicola della Cooperativa Giotto, un pugno di cristiani padovani che non ha accettato che la speranza incontrata in gioventù si restringesse, bensì l’ha abbracciata, coltivata e resa rigogliosa tra le quattro mura di una tetra prigione, inondando di luce un oscuro santuario della colpa e del male.

Alle 16 è l’ora dell’addio, i detenuti tornano in cella, noi del gruppo torniamo fuori. È stato l’unico caso benedetto di affollamento delle carceri. Sono risalito in macchina, direzione Roma. Ho messo su un cd del vecchio Guccini. “Chi glielo dice a chi è giovane adesso/ di quante volte si possa sbagliare/ fino al disgusto di ricominciare/ perché alla fine è poi sempre lo stesso…”. Quanto hai ragione Francesco, eppure sapessi quanto hai torto!

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.