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WOJTYLA/ È stato fatto Beato per noi ora, altrimenti sarebbe pura follia

Giovanni Paolo II (Ansa) Giovanni Paolo II (Ansa)

È diventato famoso con i viaggi nel mondo, 104 (e 146 in Italia), ma quei viaggi erano un vorticoso incrociare sguardi e stringere mani, a milioni, quasi volesse incontrare gli uomini uno a uno, avere qualche minuto per ciascuna persona, poterla abbracciare dicendole “non avere paura!”. Uno slancio, uno struggimento che ha accettato il rischio della controversia e dell’inquieto vivere: ricordiamo bene l’ostilità con cui tanti media e tanta opinione pubblica, inclusa parte di quella cattolica, hanno accompagnato per parecchi anni il pontificato - per poi quasi “arrendersi” a lui, riconoscendolo come padre o almeno come “grande della nostra epoca”, massimo titolo che la modernità è disposta a concedere.
In realtà la sua fede “forte, generosa, apostolica” si è imposta nel tempo davanti a tutti. Nelle parole di Benedetto XVI (“insieme per 23 anni”) si coglie appieno la personalità di Giovanni Paolo II: attratto da Cristo con tutto il suo essere (“si immergeva nell’incontro con Lui”), è “rimasto sempre una roccia”, “ci ha aiutato a non avere paura della verità che è garanzia della libertà”. E così ha saputo sfidare il potere del mondo, pagando anche un prezzo di sangue, restituendo al cristianesimo (e cioè all’uomo cristiano) la dimensione della speranza che era stata “ceduta” al marxismo e all’ideologia del progresso.
In questo modo Giovanni Paolo II, il papa “venuto da lontano” secondo il bel titolo del film di Krysztof Zanussi, ha introdotto la Chiesa nel Terzo Millennio, che era il “compito” che gli aveva affidato il cardinale Wyszynski. Cioè ha potuto riscuotere la fede dalla tentazione del declino, dell’inerzia, del sentimentalismo, riproponendo l’attualità incendiaria della persona vivente del Cristo.


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COMMENTI
02/05/2011 - una nostalgia che muovo l'uomo bisognoso (mario bacigalupo braga)

Senz'altro io come tanti amici sono venuto a Roma mosso da un bisogno, da una domanda sulla mia vita, dal desiderio di rimettere in gioco oggi il mio destino.Ieri lo sguardo fisso a quel volto, conosciuto nella sequela alla Chiesa in questi anni, rendeva la mia fede più certa ma senz'altro in cammino. Giovanni Paolo non aveva paura dell'emotività dei giovani, valorizzava il loro entusiasmo, indicando poi la strada bella da seguire. Se la piccolezza della mia persona è mossa talvolta anche dalla nostalgia, ma è mossa, io preferisco non rinunciare pur riconoscendone il limite a questo pezzo della mia umanità. Cristo ci accoglie così come siamo. mario braga