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Yara Gambirasio, finalmente il funerale la prossima settimana

La prossima settimana si terranno finalmente i funerali di Yara Gambirasio. Le autorità infatti dichiaranoo di aver concluso ogni indagine sul suo corpo. La data ancora da decidere

Foto Ansa Foto Ansa

Yara Gambirasio, sei mesi dopo la sua scomparsa, potrà finalmente riposare in pace. Gli inquirenti hanno infatti dichiarato oggi che non c'è più bisogno di effettuare ulteriori indagini sul suo corpo. La prossima settimana verranno dunque celebrati gli attesi funerali della ragazzina tredicenne uccisa in modo ancora misterioso in provincia di Bergamo. Rapita il 26 novembre e - sembra - uccisa poche ore dopo, il suo cadavere fu ritrovato solo il 26 febbraio, tre mesi dopo. Oggi, 21 maggio, Yara avrebbe compiuto 14 anni. Una strana serie di coincidenze quelle delle date nel caso di Yara. Sparita il 26 novembre, trovata il 26 febbraio, annunciato il funerale il girono del suo compleanno. La data esatta del funerale ovviamente non è ancora stata fissata, ma a questo punto si spera dipteri fare al più presto. Si svolgeranno nel centro sportivo di Brembate dove la ragazzina, all'uscita, venne rapita. Si sa già che dentro alla palestra ci saranno solo i sacerdoti che celebreranno le esequie, i familiari e le autorità. La folla assisterà dall'esterno, su appositi maxischermi. La camera ardente sarà posizionata nella chiesa della casa di riposo di Brembate Sopra. La famiglia ha dichiarato che il corpo di Yara verrà quindi cremato e le sue ceneri sepolte tra i nonni paterni nel cimitero del paese. Ma quello che ancora rimane nel mistero è il risultato esatto dell'autopsia dopo così tanto tempo. Non c'è infatti ancora il risultato definitivo. Così come non c'è alcuna dichiarazione ufficiale sulla vera causa della morte di Yara. E infine, nessuna ipotesi concreta su chi possa essere l'assassino. Sono stati tre mesi di indagini a tutto campo, dal giorno del suo ritrovamento, con test del dna effettuati su centinaia di persone che non hanno portato a nulla, così come l'esame di migliaia di tabulati telefonici. Nulla. Ben duemila persone sono state sentite dagli inquirenti perché la sera del 26 novembre il loro cellulare aveva agganciato la cellula di Brembate. Ma continuano a emergere testimonianze.