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DON RICCARDO SEPPIA/ Il prete verrà trasferito nel carcere di Sanremo

Pubblicazione:domenica 22 maggio 2011

Don Riccardo Seppia (Ansa) Don Riccardo Seppia (Ansa)

DON RICCARDO SEPPIA VERRA’ TRASFERITO NEL CARCERE DI SANREMO – Don Riccardo Seppia lo aveva detto pochi giorni fa: “La situazione per me qui è insostenibile”, riferendosi al carcere di Marassi a Genova in cui è stato trasportato ormai dieci giorni fa. Insulti e minacce dagli altri detenuti e la rinuncia anche all’ora d’aria per evitare contatti con le altre persone e quindi dei rischi. Il pubblico ministero Stefano Puppo ha autorizzato il trasferimento di don Seppia verso il carcere di Sanremo, che ospita un settore per detenuti accusati di reati sessuali. Domani Paolo Bonanni, l’avvocato di Seppia, depositerà un ricorso di scarcerazione presso il tribunale di Genova basandosi sulle rivelazioni raccolte durante i giorni scorsi dopo gli interrogatori delle presunte vittime di don Riccardo che dice di voler collaborare: si è dichiarato sieropositivo, che non fa che aggravare la sua situazione, e ha ammesso l’uso di cocaina. Si dichiara sempre innocente però nei confronti dell’accusa di molestie a minorenni: “Ho fatto sesso con adulti, ma mai con minorenni, non ho mai adescato bambini di dieci anni”. Inoltre Don Seppia è indagato per induzione alla prostituzione minorile, cessione di droga e violenza sessuale nei confronti di minori tra cui anche un rapporto sessuale a tre, tra cui un minorenne. Don Seppia nega questo incontro ma a incastrarlo ci sono le testimonianze degli altri due partecipanti, l’ex seminarista Emanuele Alfano e un ragazzo egiziano che lo scorso ottobre, quando si sono verificati i fatti, era minorenne (ha compiuto 18 anni da poco). L’egiziano ha confessato di aver fatto sesso con il prete e l’ex seminarista in una discoteca gay ligure. Anche per quanto riguarda la cocaina, o la “bianca” o la “neve”(come la chiamava il prete durante le conversazioni telefoniche), don Seppia ammette di averla consumata quotidianamente e con spese calcolate dagli investigatori di circa trecento euro al giorno per venti giorni al mese. Però Seppia dichiara di non aver mai usato la droga per scambiarla con prestazioni sessuali, “tantomeno con minori”, e di non aver mai toccato le offerte della chiesa per acquistarla. Al sacerdote si contesta inoltre la violenza sessuale nei confronti di un chierichetto di quindici anni che sarebbe stato molestato nella sacrestia di Santo Spirito, eppure don Seppia nega anche su questa vicenda.


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