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IL CASO/ Sbai: caro Pisapia, da musulmana ti spiego il mio no alla moschea a Milano

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La moschea di Roma (Foto Imagoeconomica)  La moschea di Roma (Foto Imagoeconomica)

Il momento che si vive, non solo a Milano ma in tutta Italia, relativamente alla vicenda della costruzione di nuove moschee è delicato. Ma, si badi bene, il problema centrale non è la moschea a Milano o in qualsiasi altro posto, bensì la modalità con la quale la si chiede e con la quale poi la si gestirà. È evidente che una moschea debba stare nella nostra società secondo le regole che ne governano l’andamento e la convivenza, perché qui è il nodo decisivo.

Sì, perché mentre apprendo dalle agenzie che domani il Comitato musulmani per Pisapia manifesterà a Milano, mi vien da pensare che nessuno ha ben chiaro quale sia realmente il problema; l’Islam radicale fa di tutto per avanzare richieste e usa benissimo lo strumento della politica, come chi governerà presto l’Egitto ha insegnato a fare. La cosa più preoccupante è che spesso riesce a ottenere quello che vuole.

L’Islam moderato, che invece parla chiaramente tramite le sedi istituzionali, molto più frequentemente rimane con un pugno di sabbia in mano. Sebbene le sue richieste siano sensibilmente differenti. Tutti possono manifestare, per Pisapia, per la Moratti o per chiunque altro, ma occorre riflettere che sul limitare dei momenti elettorali, parte inesorabile la richiesta della moschea. È un classico dell’ultimo decennio, in cui le moschee “fai da te” saltano fuori come le aiuole in un parco, specialmente dopo le amministrative.

Oggi la marcia a Milano, ieri l’occupazione indebita di piazza Venezia da parte della comunità cingalese che chiede la moschea, mentre nella capitale c’è la più grande moschea d’Europa, semivuota. C’è piazza e piazza, dico io, e nessuno mi distoglierà dalla convinzione che non si apre una moschea senza le opportune garanzie e i dovuti controlli su chi la gestirà. E questo lo può fare solo la Consulta per l’Islam presso il Viminale, composta da varie comunità islamiche in Italia, che è poi l’unico organo consultivo e di controllo che i moderati riconoscono.



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COMMENTI
25/05/2011 - Sono daccordo (claudia mazzola)

Brava Souad Sbai. Lo so che è giusto permettere di pregare a tutti: anche san Francesco è andato dal Califfo per dialogare. Comunque se la Verità è una, non dobbiamo aver paura.