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IL CASO/ Per le donne lavorare è solo una "fregatura". E lo hanno capito...

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Ma il nocciolo della questione, al quale le mamme delle attuali quarantenni, pur sapendolo, evidentemente non hanno dato il giusto peso è che lavorare e fare figli sono due cose che mal si conciliano fra loro. Da un lato perché, come evidenzia l’Istat, il 15% delle lavoratrici, volente o nolente, alla nascita di un figlio molla il posto. E non sempre per libera scelta: l’8,7%, sempre per l’Istat, viene, di fatto, messa in condizione di dare le dimissioni. Così, col passare degli anni, le donne hanno capito che dovevano scegliere: o i figli, o la carriera. Anzi, il lavoro. Se quindi a 40 anni le donne nate nel 1940 avevano già 2 figli, quelle nate nel 1970 ne hanno 1,4. Si tratta di medie, ovviamente. E il primo figlio, oggi, arriva quando, ingenuamente, si pensa che la carriera lo permetta: sempre più tardi. A 30 anni per le attuali quarantenni, a 25 per le loro madri. In termini di energia fisica a disposizione, fa una bella differenza. La conseguenza? “Un maggior numero di donne delle generazioni più recenti, quindi, una volta divenute anziane, non avrà figli che potranno prendersi cura di loro”. In compenso, a causa del progressivo invecchiamento demografico, avranno più persone di cui prendersi cura: non solo i figli (e i mariti), ma anche i genitori. Un tempo, prima ci si dedicava ai figli e, una volta divenuti autonomi questi, ai genitori anziani. Invece le quarantenni che, inseguendo il miraggio del posto fisso, o della carriera, hanno rimandato la propria maternità, nei prossimi anni si troveranno a dover affrontare quasi contemporaneamente il carico dei propri figli e quello dei propri genitori anziani: “le donne che oggi hanno 40 anni – si legge nel rapporto Istat - possono aspettarsi di condividere circa 22 anni della loro vita con almeno un genitore anziano, dieci anni in più rispetto alle donne del 1940”.
Non è tutto: “Se si considera che, attualmente, circa il 62 per cento delle quarantenni ha un’occupazione, contro il 30 per cento delle nate nel 1940, è evidente come il carico di lavoro familiare sulle donne, che da decenni i dati sui bilanci di tempo continuano a mostrare praticamente inalterato, diventi sempre più difficile da sostenere”.



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COMMENTI
15/06/2011 - che triste conclusione... (Anna Alemani)

inutile studiare, perché tanto non si fa carriera, ed è altrettanto inutile cercare lavoro, perché tanto non si trova. Così oggi una giovane donna su quattro non lavora e non studia... ma che conclusione e'? studiare o lavorare non sono in contrapposizione al bene della famiglia perche' danno soddisfazioni ad una donna. se piu' donne tenessero fermo questo punto si potrebbe anche finire a migliorare l'attuale situazione.

 
26/05/2011 - imprinting culturale (Carola B.)

Non è l'aspirazione all'indipendenza economica l'unico imprinting culturale trasmesso per linea femminile, ma anche ad esempio lo strisicante senso di colpa che molte donne hanno quando il proprio marito non si cura, come se alla moglie fosse chiesto di trattare il proprio marito come un bambino, di ricordargli di lavarsi, andare dal barbiere, indossare vestiti puliti, etc... E i mariti molto spesso sono stati allevati dalla stessa generazione di madri.