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IL CASO/ Per le donne lavorare è solo una "fregatura". E lo hanno capito...

Pubblicazione:giovedì 26 maggio 2011 - Ultimo aggiornamento:giovedì 26 maggio 2011, 9.38

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Perché è vero che molte possono contare su supernonne che portano i loro figli a scuola, ai giardinetti, e li accudiscono fino al loro rientro dal lavoro, ma è anche vero che si tratta pur sempre donne anziane, e nonostante tutta la loro buona volontà, è impensabile pensare che reggano in eterno i ritmi imposti da questa parità dei sessi forzata dalla crisi. Certo, i figli crescono velocemente, ma le nonne invecchiano ancor più in fretta. E, a loro volta, grazie a una sempre maggiore longevità della popolazione, spesso hanno ancora almeno un genitore anziano da assistere.
La ciliegina sulla torta? L’innalzamento dell’età pensionabile. Ovvero, secondo l’Istat, la futura penuria di nonne su cui contare “mettendo definitivamente in crisi un modello di welfare che fa affidamento sull’aiuto vicendevole tra generazioni di madri e di figlie, e sul lavoro non retribuito fornito soprattutto dalle donne”.
Cosa faranno le donne di domani? La soluzione, forse, ce la fornisce proprio la crisi. Che ha fatto arrendere all’evidenza le ragazze di oggi: è inutile studiare, perché tanto non si fa carriera, ed è altrettanto inutile cercare lavoro, perché tanto non si trova. Così oggi una giovane donna su quattro non lavora e non studia. In gergo sociologico, è una Neet: Not in education, employment or training. Sono poco più di 2,1 milioni, in costante aumento (+6,8%). Sono senza speranza o hanno capito tutto?



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COMMENTI
15/06/2011 - che triste conclusione... (Anna Alemani)

inutile studiare, perché tanto non si fa carriera, ed è altrettanto inutile cercare lavoro, perché tanto non si trova. Così oggi una giovane donna su quattro non lavora e non studia... ma che conclusione e'? studiare o lavorare non sono in contrapposizione al bene della famiglia perche' danno soddisfazioni ad una donna. se piu' donne tenessero fermo questo punto si potrebbe anche finire a migliorare l'attuale situazione.

 
26/05/2011 - imprinting culturale (Carola B.)

Non è l'aspirazione all'indipendenza economica l'unico imprinting culturale trasmesso per linea femminile, ma anche ad esempio lo strisicante senso di colpa che molte donne hanno quando il proprio marito non si cura, come se alla moglie fosse chiesto di trattare il proprio marito come un bambino, di ricordargli di lavarsi, andare dal barbiere, indossare vestiti puliti, etc... E i mariti molto spesso sono stati allevati dalla stessa generazione di madri.