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Cronaca

YARA GAMBIRASIO/ Nel dolore e nella fede Brembate chiede l'ultimo miracolo

Domani si svolgeranno i funerali di Yara Gambirasio dopo mesi dalla sua scomparsa e morte. MASSIMO ROMANO’ ci spiega come Brembate si prepara all’addio al suo piccolo angelo

Yara Gambirasio (Ansa)Yara Gambirasio (Ansa)

Yara è tornata a casa. La bara bianca, circondata dai fiori e la sua foto, sorridente. Yara è tornata a casa e il dolore stampato sul volto della gente che prega è lo stesso dolore lancinante e incredulo che per mesi ha accompagnato questa storia.

Domani ai suoi funerali ci sarà tutta Brembate, ci sarà la sua gente, ci saranno i volontari, gli amici, ma ci saranno anche quelle centinaia di persone che non l’hanno mai conosciuta, eppure l’hanno amata come una figlia. Qui c’è la fede che scorre come un fiume in piena; la fede dei suoi genitori che ci hanno insegnato a non odiare, la fede della gente semplice che non ha mai smesso di chiedere un miracolo. La fede di don Corinno Scotti, il parroco del paese, che in questo lungo tempo dell’attesa, ci ha insegnato che la fede non lenisce il dolore, ma semplicemente rende possibile viverlo. Oggi è il tempo dell’ultimo saluto.

Yara è tornata a casa. In quel paese che l’ha vista felice, l’ha vista adolescente inseguire i suoi sogni. Lo stesso paese dove è stata inghiottita in un cammino di dolore e di morte. Ed è per questo che nessuno smette neppure per un istante di chiedere giustizia. Perché è assurdo, insopportabile, pensare che dopo sei mesi nulla si sappia di chi ha strappato Yara dai suoi sogni. Ed è a loro che si rivolge don Corinno durante la messa che ha salutato il ritorno di Yara.

È tornato a parlare del «cuore duro e di pietra degli assassini». «Devono sapere questi assassini - ha detto il parroco - che se sono sfuggiti finora alla giustizia degli uomini, non potranno però mai sfuggire alla giustizia di Dio». Alla preghiera dei fedeli, l’intonazione accorata recitata dai fedeli: «Yara il Signore è con te, ora sei al sicuro». Ecco i due sentimenti che si respirano. La certezza che Yara oggi è tra le braccia di Dio e la richiesta di una giustizia che colpisca chi si è reso responsabile di un delitto tanto atroce.


COMMENTI
27/05/2011 - Yara (Carla D'Agostino Ungaretti)

La tragica vicenda di Yara ci interpella ancora una volta sul mistero critiano del perché del dolore innocente e sull'esistenza del Male. Ma non è di questo che voglio parlare. Voglio solo sottolineare l'incapacità delle nostre forze dell'ordine e dei nostri investigatori che non sanno venire a capo di nulla, né per Yara, né per Sara, né per Melania, nonostante gli strumenti tecnici e scientifici che hanno a disposizione E questo è molto triste.