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SARAH SCAZZI/ Non solo gelosia: tra i moventi, una storia di eredità

Ci potrebbe essere un altro movente, oltre alla gelosia, che ha portato a uccidere Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana per la cui morte sono imputati Sabrina e Michele Misseri.

Sarah Scazzi Sarah Scazzi

SARAH SCAZZI: L’EREDITA’ TRA I MOVENTI DEL DELITTO - Ci potrebbe essere un altro movente, oltre alla gelosia, che ha portato a uccidere Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana per la cui morte è imputata la cugina Sabrina. Quest’ultima, come ha scritto il Gip che ne ha disposto l’arresto, l’avrebbe strangolata colta da un eccesso di furore. La giovane cuginetta, man mano che cresceva, diventava sempre più avvenente. Sabrina non lo sopportava, e temeva che Ivano Russo, amico con il quale aveva una sorta di relazione intima, si fosse invaghito della ragazzina. Gelosia,quindi, ma non solo: «la storia di Ivano è troppo poco, non può essere soltanto quella», ha detto la madre di Sarah,Concetta Serrano. Cosa, probabilmente, intendesse la donna lo ha chiarito il gip Martino Rosati nelle novanta pagine di ordinanza di custodia cautelare. Dietro li delitto, quindi, ci sarebbe, tra le altre cose, una storia di eredità e di torbidi rapporti familiari. Pare che Cosima, anzitutto, non avesse Sarah in particolare simpatia: «Ma tu sempre qua stai? Non puoi andare a casa tua?», le diceva spesso. Alla base di tale atteggiamento, una rapporto complicato con la sorella. Concetta, infatti, era stata data da piccola in adozione ad una sorella di loro padre che aveva sposato uomo particolarmente benestante. «Tale adozione, pertanto, aveva determinato che, alla morte dei suoi genitori adottivi, Concetta ereditasse l'intero patrimonio, impedendo, con la sua presenza, la devoluzione quanto meno della quota legittima ai fratelli di Filomena Serrano e ai loro figli, tra cui anche Cosima». La quale, fa presente Rosati, ebbe una vita tutt’alto che agiata, «trascorsa a lavorare nei campi e lontana dal marito immigrato»