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J’ACCUSE/ La morte di Cicciobello trasforma i bambini in "mostri"

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Il famoso bambolotto Cicciobello (Foto Ansa)  Il famoso bambolotto Cicciobello (Foto Ansa)

L’animale diventato “animale da compagnia” è un indicatore culturale di una società che sostituisce i bambini con i chihuahua, i quali - a differenza dei bambini - si comprano, si vendono, e purtroppo si abbandonano, si rinchiudono sul balcone senza tanti scrupoli. E stiamo educando i nostri figli a questo shift, a questo tsunami generazionale: via l’idea di avere fratellini dalle teste dei piccoli: arriva Fuffi!

La parabola discendente di Cicciobello è la parabola discendente della società occidentale, che coccola i cani e sviluppa una sempre più chiara pedofobia, cioè un’avversione all’idea stessa di “figlio”, cioè di un essere che si abbraccia senza esserne “padroni”. E crediamo che dalla pedofobia, cioè dall’idea del bambino come oggetto, come diritto o come scelta, alla pedofilia malvagia il passo culturale non è obbligato, ma è breve.



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COMMENTI
03/05/2011 - Mostri o Babbei? (Antonio Servadio)

Agile miscela di provocazione semiseria e "divertissement", con ampie venature di grottesco su uno sfondo etico-pedagogico meno assurdo di ciò che traspare da una lettura affrettata. Non leggo disprezzo per la compagnia di miao e bau. C'è critica alla progressiva sostituzione della presenza e dell'amicizia umana. Dapprima con icone più o meno rappresentative (bambole di cui il Cicciobello era la versione plasticata e da largo consumo), poi con feticci sempre meno verosimili e sempre più modellati su una sintomatologia di alienazione esasperata e stilizzata. In tempi recenti ecco sul mercato un rapido susseguirsi di fantasiosi, bizzarri o mostruosi ibridi più o meno sballati o accattivanti, nei quali la simbologia umana è poco o per nulla ravvisabile. Prima delle bambole sexy, "secche" e stra-truccate l'anoressia non era né comune né nota. Ed eccoci nell'epoca play-station. Oggi i bau-bau sono proposti non tanto come complemento della compagnia umana quanto come alternative ad essa. A me premono altri aspetti di queste gioco-trasformazioni. In 50 anni, carta pietre legni e lacci sono divenute roba da museo. Poi il meccano e pure le mattonelle di Lego sono divenute obsolete. Con gli anni '80 il ribaltone. Tra il bambino ed il giocattolo non c'è più alcun rapporto di costruzione. Il bambino è utente o spettatore di un marchingegno sigillato di cui ignora completamente il contenuto, sui cui meccanismi non ha alcuna possibilità di intervento né possibilità di comprensione.

 
03/05/2011 - Così è se vi pare! (Simona Magherini)

Grazie dottor Bellieni! Chiaro, lucido, scomodo ma verissimo!!

 
03/05/2011 - Gli animali al loro posto (GIOVANNI PIERONI)

Personalmente sono sempre stato convinto che i cani non siano animali propriamente domestici. A maggior ragione non mi sembra opportuna la loro presenza in casa con i bimbi piccoli. Meglio un fratellino o una sorellina

 
03/05/2011 - ? (Max Bruschi)

mah... il mio maschietto di 9 mesi vanta ben due Fuffi, quello di mio cognato, un lupo splendido ma inavvicinabile da altri esseri umani, e il mio bastardino... è un bel bimbotto equilibrato e sereno... conosco altri bimbi che hanno animali in casa... e solitamente sono meno nevrastenici di altri (ma quando ci decideremo a lasciare che i nostri pargoli si annoino?). Purtroppo, alle volte alla richiesta di un cucciolo si risponde sempre più spesso con un succedaneo (capitò anche a me piccino). Ma da qui all'apocalisse educativa e alla pedofilia ce ne corre...

 
03/05/2011 - Non ci credo (Emanuele Procacci)

Si tratta di un articolo serio o è uno scherzo?