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MORTO BIN LADEN/ 2. Dambruoso: ecco come Osama colpirà anche in Italia

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Osama Bin Laden (Foto: ANSA)  Osama Bin Laden (Foto: ANSA)

 

In Italia non cambierà praticamente nulla. Da tempo la figura di Bin Laden non era più il punto di riferimento effettivo di cellule appartenenti ad un’organizzazione strutturata di cui lui era ancora il capo. Quello che oggi si presenta piuttosto come un problema per l’Italia, è capire l’effetto della diffusione del messaggio di Bin Laden nel periodo in cui era vivo. 

A cosa pensa?

Alla diffusione ideologica del terrorismo come arma di lotta, soprattutto attraverso il web. Quello che dobbiamo vedere è quanto il suo insegnamento abbia attecchito a livello di cellule indipendenti. 

E a livello internazionale?

A livello internazionale, invece, il cambiamento potrebbe essere significativo. Penso al Pakistan e all’Afghanistan, che sono zone di guerra effettiva e quotidiana contro Al Qaeda. Ecco, lì le forze alleate possono salutare la morte di Bin Laden come un successo significativo nella loro lotta contro il nemico. Un evento che potrebbe imprimere una svolta.

Il governo americano ha già lanciato l’allarme per possibili azioni di vendetta da parte dei terroristi. Quali sono oggi in Italia gli obiettivi di possibili attentati?

Lo scopo delle azioni terroristiche di Al Qaeda, ora che si tratta di vendicare la morte di Osama, diviene assai più quello di raggiungere visibilità a prescindere dall’obiettivo stesso. Dunque non esistono luoghi che possono considerarsi più o meno a rischio. Ritengo che i luoghi istituzionali già monitorati da tempo dai nostri servizi di sicurezza continueranno a esserlo; penso poi alle caserme, agli edifici che ospitano istituzioni pubbliche o ai luoghi di culto, tutti evidentemente possibili obiettivi di azioni di ritorsione terroristica. Allo stesso tempo ci sarà un ampliamento dell’azione di intelligence dei nostri servizi, perché solo così si sarà in grado di anticipare possibili rischi. L’azione dell’intelligence verrà certamente aumentata nelle prossime ore.

Eventi di massa, come la beatificazione di Giovanni Paolo due giorni fa a Roma, sono da considerarsi particolarmente a rischio? Alcuni hanno notato come la notizia della morte di Bin Laden sia avvenuta proprio il giorno dopo l’evento di Roma e non prima...


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COMMENTI
03/05/2011 - metterci la faccia ?! (Antonio Servadio)

quanto al Presidente che "mette la faccia" annunciando una notizia, non dimostra un bel nulla. Era già successo con l'invasione dell'Iraq, che fu "giustificata" da un annuncio al mondo in cui Powell ed il presidente "misero la faccia" proclamando che erano state trovate armi di distruzioni di massa. Mostravano in tv una provetta con dentro qualcosa di bianco (sale, zucchero?). Quello fu il segnale di avvio dell'invasione. Orbene, varie missioni internazionali prima dell'invasione ispezionarono l'Iraq senza trovarvi tracce di armi di distruzioni di massa. A invasione avvenuta, e ancora oggi dopo tanti anni, non è mai stato trovato nulla di simile a depositi di armi di distruzioni di massa. Poi l'intera storia internazionale del terrorismo e del dispotismo (di qualsiasi colore e area geografica) è lì a insegnare che sulle cose grosse la "faccia" non dimostra né un sì né un no. Sia ben chiaro, non difendo Saddam e neppure Bin Laden. Anzi. Ma non riduciamoci così ingenuamente al gioco delle parti. E non diveniamo gretti come quelli che danzano in piazza a NY: fanno il paio con quei mediorientali che esultavano in piazza in occasione del disastro epocale dell'11/9. Nella politica di questo livello la faccia non può essere metro di nulla altro che di sé stessa. Infine, invito a non dimenticare con quale "faccia" è stato assegnato un premio Nobel per la pace al Presidente. Le facce lasciamole tutte al teatro.