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MORTO BIN LADEN/ 2. Dambruoso: ecco come Osama colpirà anche in Italia

Osama Bin Laden (Foto: ANSA) Osama Bin Laden (Foto: ANSA)

Eventi di massa come la beatificazione del Papa il primo maggio ci saranno sempre, e non credo ad una dietrologia sull’annuncio della morte di Osama. L’importante è che le nostre forze di sicurezza continuino l’azione di monitoraggio che anni di allerta e di prevenzione hanno addestrato a compiere in modo efficace.

Ci sono luoghi, come ad esempio la moschea di Viale Jenner a Milano, che da tempo sono al centro di indagini anti terrorismo. Dobbiamo aspettarci un giro di vite su chi le frequenta?

Ci sono diversi luoghi, in Italia, che da tempo le forze di sicurezza conoscono come punti di incontro e di raccolta fra soggetti che si ritengono fedeli all’ala fondamentalista e jiadista della religione islamica. Tali siti sono tenuti sotto stretto controllo, fuori da qualsiasi pregiudizio di carattere religioso. Per intenderci: i nostri agenti sanno benissimo distinguere i musulmani che sono fedeli alla pratica religiosa da quelli disposti a farsi attrarre dall’ala estremista e terroristica.


(A cura di Paolo Vites)

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COMMENTI
03/05/2011 - metterci la faccia ?! (Antonio Servadio)

quanto al Presidente che "mette la faccia" annunciando una notizia, non dimostra un bel nulla. Era già successo con l'invasione dell'Iraq, che fu "giustificata" da un annuncio al mondo in cui Powell ed il presidente "misero la faccia" proclamando che erano state trovate armi di distruzioni di massa. Mostravano in tv una provetta con dentro qualcosa di bianco (sale, zucchero?). Quello fu il segnale di avvio dell'invasione. Orbene, varie missioni internazionali prima dell'invasione ispezionarono l'Iraq senza trovarvi tracce di armi di distruzioni di massa. A invasione avvenuta, e ancora oggi dopo tanti anni, non è mai stato trovato nulla di simile a depositi di armi di distruzioni di massa. Poi l'intera storia internazionale del terrorismo e del dispotismo (di qualsiasi colore e area geografica) è lì a insegnare che sulle cose grosse la "faccia" non dimostra né un sì né un no. Sia ben chiaro, non difendo Saddam e neppure Bin Laden. Anzi. Ma non riduciamoci così ingenuamente al gioco delle parti. E non diveniamo gretti come quelli che danzano in piazza a NY: fanno il paio con quei mediorientali che esultavano in piazza in occasione del disastro epocale dell'11/9. Nella politica di questo livello la faccia non può essere metro di nulla altro che di sé stessa. Infine, invito a non dimenticare con quale "faccia" è stato assegnato un premio Nobel per la pace al Presidente. Le facce lasciamole tutte al teatro.