BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

YARA GAMBIRASIO/ "Ero al funerale e ho visto la speranza che ci salva dalla paura"

Pubblicazione:lunedì 30 maggio 2011

Una foto di Yara Gambirasio (Ansa) Una foto di Yara Gambirasio (Ansa)

Chi ricostruirà questo ponte? Bisogna cambiare strada? La strada di quello in cui abbiamo creduto, la strada di quello che abbiamo insegnato ai nostri figli, che voi avete insegnato ai vostri figli, dobbiamo pensare che l’onestà, la dirittura, la giustizia, l’amore, la fiducia siano tutte un grande errore? È questa la tentazione. La paura ci tenta e pensiamo che quella strada che abbiamo percorso e che è stata interrotta non sia più percorribile. Chi ricostruirà quel ponte? Possiamo crederci ancora? Possiamo credere a quello in cui ha creduto questa famiglia? A quello in cui tanti di noi credono, a quello in cui ha creduto Yara? La tentazione è: possiamo continuare questo cammino? Il ponte forse noi non riusciremo a ricostruirlo, ma c’è Uno che mette un ponte. Lui lo mette. Sapete qual è il ponte, sapete qual è l’asse sulla quale possiamo ricominciare a camminare? È la croce di Cristo, è la croce di Yara, è la croce degli innocenti. Questi ci conquistano. E noi sulla loro croce, possiamo continuare a camminare. Abbiamo udito un’altra parola; nel libro dell’Apocalisse una visione meravigliosa: uomini, donne, piccoli e grandi davanti a Dio, un canto, una lode, una gioia, una vita. E qui non vediamo soltanto Yara, ma vediamo anche noi, vediamo la comunità, questa comunità che in qualche modo rappresenta una città come la vorremmo. Penso a questa comunità che è come una casa. Tutto questo non è poesia, è l’esito di una fede che non si arrende”.

Alla fine della celebrazione, le compagne di Yara leggono alcuni pensieri. C’è dentro un grido, il desiderio che quel che hanno vissuto sia “per sempre”. All’uscita, fra i capannelli, un politico locale commenta: “Sì, ma finché non scopriremo il colpevole...”. Ma come, gli dico, non porrai la tua certezza nella scoperta del colpevole? E se il colpevole non saltasse mai fuori? E per il male che non ha un “colpevole”? Di che cosa hanno bisogno davvero le amiche di Yara? Di che cosa hanno bisogno i nostri figli? Hanno bisogno, mi dico, di una casa, di quella casa di cui diceva il Vescovo, hanno bisogno di adulti certi, di adulti che vivono e possono testimoniare le ragioni di quel “per sempre”. Questo, è il miracolo che invocava Montale.

 

(Roberto Persico)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  

COMMENTI
30/05/2011 - Yara Gambirasio (Roberto Meregalli)

Difficile dissentire con l'articolo del sig. Persico specie per chi come me, pur fra mille umane esitazioni, crede nel Signore. Sappiamo che i suoi disegni sono talvolta difficili da comprendere ma che vanno sempre accettati. Diverso è, a mio parere, quanto appare all'uomo. Il valore della vita è immenso e siamo tutti consci che nessuno, tranne Dio, può disporne. Forse per questo la frase di quel politico da lei riportata non è così fuori luogo. La storia di Yara ci fa scoprire la dimensione vera della Fede ma anche la carenza della giustizia umana. Tutti vogliamo sapere chi ha commesso questo crimine ma siamo ben consci che vedere quel volto (ammesso che non siano state più persone) ci conforterà sulla capacità dell'uomo di punire ma non cambierà nulla di questa assurda vicenda. Avanti quindi con l'oscuro ma fruttuoso lavoro di esempio di vita cristiana nei confronti dei nostri figli (io ne ho due), sempre consci che i nostri ideali andranno avanti nel tempo grazie a loro. Nessuno può insegnarci come fare il genitore ma questo non ci deve esimere dallo svolgere questo compito. Solo così potremo sperare in un futuro migliore e portare avanti il messaggio di fede che la storia di Yara ci insegna.