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TORINO/ Video, La Russa fischiato: poveretti

Non è la prima volta che il ministro della Difesa Ignazio la Russa viene preso di mira e bersagliato dai fischi, dalle urla e dagli insulti di un gruppo di contestatori.

Foto Ansa Foto Ansa

LA RUSSA FISCHIATO RISPONDE DAI CONTESTATORI - Non è la prima volta che il ministro della Difesa Ignazio la Russa viene preso di mira e bersagliato dai fischi, dalle urla e dagli insulti di un gruppo di contestatori.

 

L’occasione è rappresentata dai 150 anni dell’Esercito a Torino. Il titolare della Difesa  ha preso la parola, poco dopo l’arrivo del capo dello Stato Giorgio Napolitano, quando parte del pubblico incomincia a fischiarlo. «Rivolgo un saluto ai rappresentanti del Parlamento, ai cittadini…», stava dicendo La Russa, quando, sommerso dalla protesta, ha replicato con un piccolo fuoriprogramma, rispetto al discorso previsto: «…compresi quei poveri, piccoli fischiatori di professione che non capiscono che certe occasioni sono al di sopra delle divisioni di parte». Fischi non solo per La Russa, ma anche per il presidente della regione Piemonte, Roberto Cota, contestato nel momento in cui la sua figura è apparsa sul maxischermo. Oltre a Napolitano, Cota e La Russa, erano presenti alle celebrazioni il capo di stato maggiore della Difesa, il generale Biagio Abrate, e quello dell’Esercito, il generale Giuseppe Valotto. Rivolgendosi a Napolitano, La Russa, ormai indifferente ai fischi, gli ha dedicato la festa dell'Esercito, ringraziandolo di aver reso possibile che sentimenti come «l'amore per l'Italia e per la Patria», «la deferenza nei confronti di chi ha contribuito a farci figli di uno stesso stato e di uno stesso destino», diventassero «una occasione di popolo».

 

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