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Cronaca

IL CASO/ Il governo si mette nella trappola dei clandestini e non ne esce

Silvio  Berlusconi e Umberto Bossi (Imagoeconomica)Silvio Berlusconi e Umberto Bossi (Imagoeconomica)

In alcuni casi i nostri giudici non hanno capito l’incidenza del diritto dell’Unione europea sul diritto nazionale. In altri casi ha prevalso la preoccupazione che comportamenti di clandestinità non fossero più sanzionati e si creasse uno stato di incertezza del diritto.

Rimane il problema politico. La mozione Pdl-Lega votata ieri alla Camera impegna il governo a promuovere «il reale concorso di tutti i Paesi alleati rispetto alle ondate migratorie in essere, all'asilo dei profughi e al contrasto dell'immigrazione irregolare». Dove occorre intervenire per risolvere la questione rimpatri?

Le sanzioni penali previste dall’articolo 14 non servono a nulla. In altri termini, i reati attualmente previsti dal TU sull’immigrazione non hanno l’effetto dissuasivo che il legislatore si proponeva, se è vero che gli arrivi continuano.

E allora cosa facciamo?

La soluzione è semplice. Riproponiamo quelle sanzioni così come sono? Non si può. Le riproponiamo in modo diverso? Bene, ma occorre rispettare la direttiva dell’Unione. Ma allora riscriviamo la norma. È quello che si sarebbe già dovuto fare prima del 24 dicembre scorso, soltanto che ora non c’è solo la direttiva rimpatri a dire come deve cambiare la legge, ma anche la sentenza El Dridi. Con la quale l’Europa dice al nostro paese: «ti devi adattare, ma non puoi farlo nel modo che vuoi perché una sentenza della Corte di giustizia ha giudicato le tue norme in modo preciso». Ma noi non ci smentiamo mai.

(Federico Ferraù)


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