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SBARCHI/ Maddalena: 2 cose da fare subito per rimediare ai danni dell'Europa

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Continua la tragedia dei migranti (Ansa)  Continua la tragedia dei migranti (Ansa)

Di conseguenza, non possono più essere applicate in Italia le norme che punivano con la reclusione da uno a quattro anni di reclusione coloro che non ottemperavano all’ordine di allontanamento del Questore entro cinque giorni dalla sua notifica, e da uno a cinque anni coloro che continuavano a permanere nel territorio dello stato dopo l’adozione di un nuovo ordine di espulsione e di un nuovo ordine di allontanamento del Questore.

Cosa avevano sostenuto i giudici che avevano escluso un contrasto tra la normativa interna e la direttiva rimpatri?

La tesi era che la direttiva comunitaria, riguardando solo la procedura amministrativa di rimpatrio, non escludeva la possibilità per gli Stati membri di sanzionare penalmente le condotte di chi non ottemperava ad un legittimo ordine di allontanamento impartito dalle Autorità nazionali competenti.

È condivisibile a suo giudizio la decisione della Corte?

Personalmente ho sostenuto la tesi contraria a quella che è stata la decisione della Corte; ma ormai è inutile discuterne. Le decisioni della Corte sono assolutamente vincolanti per gli Stati membri.

Si confonde spesso tra reato di inottemperanza all’ordine di espulsione e reato di clandestinità: quest’ultimo reato è rimasto?

Sì, il reato di clandestinità è rimasto ed è anche già stato dichiarato legittimo dalla Corte costituzionale italiana, ma da un lato ai fini del rimpatrio (volontario o coatto) è perfettamente inutile, dall’altro prevede solo una pena pecuniaria che quasi mai verrà riscossa (e se la si volesse riscuotere a tutti i costi, lo Stato finirebbe con lo spendere più di quanto può incassare).

In concreto, quali sono le conseguenze pratiche della decisione della Corte?

In concreto, fino a quando non verrà studiata una nuova normativa (anche di natura penale) nei limiti consentiti dalla interpretazione che della direttiva 115/2008 ha fornito la Corte di giustizia europea, sarà molto più difficile riuscire a rimpatriare gli extracomunitari irregolari provenienti dagli Stati che non collaborano per la loro identificazione (e ce ne sono un bel numero) o di cui non si riesce a stabilire la nazionalità: e questo vale anche per quegli extracomunitari detenuti perché autori di gravi reati su cui converrebbe, a questo punto, concentrare l’attenzione.

Facciamo un esempio concreto: Tizio viene controllato perché entrato clandestinamente in Italia, cosa può fare in concreto lo Stato alla luce dei principi  affermati dalla Corte?



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