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SARAH SCAZZI/ Verga, il silenzio e quelle domande fondamentali...

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Michele Misseri  Michele Misseri

Ma in che storia siamo? E’ Avetrana o Acitrezza?  Sarah Scazzi solo per quell’h finale nel nome non può essere un personaggio delle novelle di Verga. Ma lo zio Michele, sì. Zio Michè che c’aveva la roba, cioè la terra. E una moglie ingombrante, in tutti i sensi, e una figlia che cresciuta s’è messa con la madre contro di lui. Proprio la più piccola, che a lui piaceva tanto, che l’aveva chiamata con un nome da diva, o da velina televisiva. Tutta la vita a lavorare, dall’alba al tramonto, con un pezzo di formaggio e il caldo o il freddo che annebbiano i sensi, la fatica che ti spezza la schiena. Un mulo, dicevano i compaesani.
Perché non desiderare altro? Perché in certe teste i desideri non ci stanno, non trovano spazio. Sapeva solo che quello doveva fare, gli avevano detto così, fin da piccolo, e poi a casa che ci faceva, solo urla e vergogna, che lui certo valeva poco.  Quella nipotina bionda ed esile sembrava uscita da una fiaba, se la sognava la notte. Sarah. Magari avere un figlia così. Aver avuto una fidanzata così, una principessa.  Normale che sua figlia, come si racconta di Cenerentola, volesse tenerla a distanza,  poi  troppo vicina per controllarla, che fosse gelosa, e cattiva. Ma così cattiva da strozzarla in un impeto di rabbia, questo non lo immaginava. Che ci volesse così poco a farla morire, quel fiorellino pallido, come un uccellino, e lo sapeva lui che ne aveva ammazzati da bambino, così, per gioco.
Gli è toccato ancora una volta il lavoro sporco, quello pesante, pauroso. Far sparire quel corpo, le tracce, le prove. Far sparire se stesso, chiuso in un carcere dove stava meglio che a casa su, e almeno si riposava. Zio Michè, col cappellino storto e quegli occhi lucidi e senza fondo, chissà se ci è o ci fa. Perché quella della vittima è la versione che gli hanno accreditato, che gli attira preoccupazioni per la sua salute, che l’ha riportato a casa. Ma lui recita un’altra parte.


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COMMENTI
01/06/2011 - la saggezza della follia (alessandra de pra)

Se volesse tornare in carcere, che altro potrebbe fare zio Michele, se non accusarsi? Mi sembra di capire che ci stesse bene, molto meglio che a casa sua.

 
01/06/2011 - Delitto Scazzi (francesca ciucci)

Sinceramente avevo sempre creduto che lo zio Michele fosse innocente, uno strumento nelle mani di moglie e figlia che se ne erano servite per nascondere il corpo di Sarah. La mamma stessa della bambina aveva fiducia in Michele. Ora non so più che pensare:luii continua ad accusarsi. Forse senso di colpa perchè le due sono in carcere e lui ne è uscito. Un enigma forse non risolvibile.