BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

SARAH SCAZZI/ Verga, il silenzio e quelle domande fondamentali...

Michele MisseriMichele Misseri

Vuol fare il cattivo fino in fondo, salvare la figlia, la moglie, seppellirsi in galera, si accusa e chiede perdono. Il capro espiatorio? Ci vuole intelligenza e coraggio antichi, primordiali, per potersi immolare, come un eroe della tragedia classica. Ne ha coscienza piena, o soltanto rivendica il diritto a una tazza di latte,  una scodella di minestra, ogni giorno, gratis, lontano da tutti, con la televisione che prima non poteva mai vedere in pace? Se è matto, Michè, deve uscire, ed essere curato. Se non lo è, che abisso di orrori può aver subito un uomo per essere creduto un assassino, per darsi in pasto ai media, all’odio, per seppellirsi tutta la vita in cella? O è troppo amore, morboso e ossessivo, per quella figlia che s’è visto crescer da lontano, manco se n’è accorto, che era infelice, brutta, sola? Se è colpevole come dice e afferma, lui, solo o con i suoi?
Alle elementari spesso proponevano un esercizio di italiano, su suggerimento di Gianni Rodari. Inventate un finale alle storie, scegliete una possibilità, vedete se tiene il filo. Qui nessun finale tiene, nulla è umano e comprensibile, anche alle ragioni della cattiveria, della violenza. Optiamo comunque per la follia, di Michè o della figlia. E speriamo solo che la storia abbia fine, che cali il sipario su quel paese malato, perché il contagio dei sospetti, delle invidie, delle vendette è un’epidemia, corrompe tutto e  tutti, scoperchia scenari di faide e  livori animali. Ci manca Verga, per raccontarlo. La televisione non rende. Cerca risposte facili, che chiudano il caso, e invece vanno tenute aperte le domande, sui nostri desideri, sull’educazione, su tante famiglie d’etichetta che si rodono l’anima. L’informazione che subiamo, o che ci meritiamo,  apparecchia commedie dove invece brucia l’abisso del male.

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
01/06/2011 - la saggezza della follia (alessandra de pra)

Se volesse tornare in carcere, che altro potrebbe fare zio Michele, se non accusarsi? Mi sembra di capire che ci stesse bene, molto meglio che a casa sua.

 
01/06/2011 - Delitto Scazzi (francesca ciucci)

Sinceramente avevo sempre creduto che lo zio Michele fosse innocente, uno strumento nelle mani di moglie e figlia che se ne erano servite per nascondere il corpo di Sarah. La mamma stessa della bambina aveva fiducia in Michele. Ora non so più che pensare:luii continua ad accusarsi. Forse senso di colpa perchè le due sono in carcere e lui ne è uscito. Un enigma forse non risolvibile.