BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

IL CASO/ Il “decalogo” del sessantottismo che trionfa in tv

Foto Fotolia Foto Fotolia

Gli ottimati della parola, e quindi anche del pensiero, si basano su alcune regolette semplici: in economia il pubblico è bene e il privato è male; nella giustizia chi accusa è bene e chi si difende è male; in società chi si rivolta è bene e chi non lo fa è male; nella vita pubblica bene le regole, male la libertà, in quella privata bene la libertà, male le regole; bene l’individuo, male la famiglia; e per quanto riguarda la Chiesa, bene quella che ascolta, male quella che parla.

Naturalmente a queste regole non mancano le eccezioni, in genere dipendenti da chi si trova al governo. L’assunto fondamentale è che la professione giornalistica non deve raccontare la realtà, ma cambiarla (e nel frattempo assicurare un buon contratto). E qui arriviamo al cuore della faccenda: la vittoria del “sessantottismo”, una vittoria non ideologica, poiché nessuno crede più alla rivoluzione e a Marx-Lenin-Mao, bensì culturale. Ecco allora le formule abusate e stravolte della “società liquida” (Baumann) e dei “non luoghi” (Augé) per interpretare la modernità; ecco il codice della correttezza che dovrebbe rendere accettabile ogni distruzione: le coppie si separino, “ma in modo civile”, la guerra si faccia, “purché sia umanitaria”; ecco il dogma della privatezza delle fedi; ecco il mondo che viene messo sotto i riflettori del pregiudizio; ecco l’enfasi contundente sul ruolo salvifico della Politica (che non c’entra con la politica “minuscola” che ha salvato il Tg della 7 e poi tutta la rete; anzi credo che a Mentana non piaccia trasformare in ideologica quella che è maestria professionale: sarà davvero contento dell’attuale prospettiva della rete?).

Con questi capisaldi nell’ultimo decennio il potere degli ottimati ha conquistato una posizione egemonica e si propone oggi di disporre di una nuova roccaforte. Vista qual è la forza di un tg?

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
15/06/2011 - E LA LIBERTA' DELA PERSONA? (Stefano Giuliani)

Oltre la battaglia ideologica di chi "allegramente guerreggia per interesse individuale" tra i palinsesti e i blog, davanti al potere che penetra con violenza e sopruso dentro le nostre case attraverso TV e INTERNET che spazio resta alla persona? Solo lo zapping o una navigazione fantasy? Eppure la VITA c'è anche anche quando non viene raccontata o peggio viene disprezzata, prova ne è questo sito ma non solo...