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IL CASO/ Quella tv che batte il partito dell'eutanasia e della morte

Pubblicazione:lunedì 13 giugno 2011

Marco Berry conduce Invincibili Marco Berry conduce Invincibili

La trasmissione Invincibili, in onda su Italia 1 e condotta da Marco Berry, presenta le storie di rinascita di persone che dopo grandi sofferenze sono tornate a rivivere. Non mi aspettavo che fosse un bel programma, perché siamo così abituati al trash e alle lacrime facili sui drammi che abbiamo perso la speranza di vedere qualcosa di bello. Invece, abbiamo visto una trasmissione che semplicemente ha fatto quello che deve fare la televisione: raccontare.

Ha raccontato, per esempio, le storie di alcuni abitanti dell’Aquila, mostrandone la forza, la tristezza, i ricordi e le speranze. Ma senza la solita acredine che forse è giustificata, ma non può essere il primo passo dopo la tragedia. Prima viene l’uomo e la donna che si ergono sulle macerie, che piangono e ricostruiscono. Poi cercano il colpevole. Invece sembra che nei drammi e nei disastri l’unica cosa che quando passano in tv resta è cercare una causa, un capro espiatorio o un reprobo da punire, perché rispondere alla domanda “chi è stato?” serve a non porre la domanda “chi sono io?”, “cos’è la morte?”.

Abbiamo visto la storia di un campione sportivo colpito da un tumore e la sua famiglia, e la vita che continua, che esplode prima verso il basso e poi verso l’alto. E le storie eroiche degli abitanti di Serajevo, in cui la gente, secondo il giornalista Toni Capuozzo intervenuto in studio, “non si è data per vinta, non perdendo la propria anima”.

Tanti esempi e tanta buona televisione. E non ci vengano a raccontare che questo serve a non far protestare, recriminare, cercare vendette e colpevoli: la tv sa ancora raccontare o vuole solo inasprire e disamorare alla vita? L'altra sera ci sembra di aver visto il germoglio di qualcosa di nuovo. Certo, la trasmissione è interrotta dagli spot, che ci richiamano alla realtà della tv, soprattutto quello di una marca automobilistica che proclama il nuovo dogma: “Il lusso è un diritto”. Ma qui succede una cosa nuova: per la prima volta lo sentiamo stridere con quello che abbiamo appena visto e che è entrato per un attimo nel nostro cuore. E non è poco. Forse inizia a crollare qualcosa.


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