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NUCLEARE/ Lo strano caso di una lettera censurata dai "grandi" giornali…

Pubblicazione:mercoledì 15 giugno 2011

10 e lode all'informazione nostrana (Imagoeconomica) 10 e lode all'informazione nostrana (Imagoeconomica)

In Italia per la produzione di energia elettrica nucleare non c’è e non ci sarà spazio. Tre anni orsono, quando si  ricominciò a parlarne anche nel nostro Paese, in fondo lo sapevamo: basterà un solo incidente ad un impianto nucleare, anche senza vittime, un solo errore, che questa tecnologia verrà sepolta. Così è stato. L’inferno che si è scatenato attorno a Fukushima (reale e mediatico) ha segnato la volontà e la decisione popolare di bloccare totalmente questa forma di produzione dell’energia.

Hanno votato in tantissimi, compatti. Gli oppositori hanno stravinto, soprattutto convincendo gli italiani a recarsi alle urne. “Così non avremo una nuova Chernobyl”. Che tenerezza. Libri, articoli, riflessioni, approfondimenti, analisi, nulla hanno potuto contro lo tsunami televisivo e la disinformatija. Il referendum, dicono, è la democrazia. Dispiace per coloro che per mezzo secolo hanno messo tutto il loro ingegno nella ricerca e nell’industrializzazione dell’energia atomica. Per la validissima scuola italiana che ha seguito le orme di Enrico Fermi. Chiuso.

Ma l’informazione che è stata data negli ultimi due mesi sull’energia nucleare dalle televisioni e dai giornali nostrani, qualcosa lascia a desiderare.

Alla voce delle persone competenti (ed in Italia sono di alto profilo) si è preferita quella dei cantanti, al pensiero degli esperti si è sostituito quello dei catastrofisti. Hanno zittito la voce di chi avrebbe potuto spiegare come si sono superati i rischi sismici, come si smaltiscono le scorie nel resto del mondo, quanto vale il kWh prodotto dall’atomo, di chi avrebbe potuto parlare dei rischi sottesi alle radiazioni, dei criteri di qualità e di sicurezza applicati, e molto altro ancora. Per una cinica e spietata opportunità politica era necessario che la grande paura nucleare portasse gli italiani alle urne per raggiungere l’agognato quorum.

Resta il piccolo “caso” di una lettera non pubblicata. La lettera che i docenti delle università italiane nelle quali ancora esiste una competenza didattica e di ricerca all’avanguardia sul nucleare, hanno inviato giovedì 9 giugno ai sei principali quotidiani nazionali (Corriere, Repubblica, Sole24Ore, Unità, Messaggero, La Stampa). Nessuno di questi ne ha dato notizia.

 

Caro Direttore,

da scienziati desideriamo esprimerLe la nostra preoccupazione per la deriva politica dell’informazione sul referendum sull’energia nucleare, nel periodo cruciale che precede il voto degli italiani. Pensiamo che ci sia stata una grave mancanza nel predisporre e favorire un’informazione scientificamente e tecnicamente fondata e argomentata per i cittadini.


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COMMENTI
15/06/2011 - Perchè? (Aldo Di Carlo)

Mi domando perchè la stessa lettera non sia stata indirizzata anche ad altri quotidiani, tipo "Il Giornale", "Libero", "il Tempo". Era talmente evidente che i sei quotidiani destinatari fossero talmente schierati da ignorare qualsiasi pur valida argomentazione diversa dal loro "Corretto (?) pensare"!

 
15/06/2011 - nucleare ma non in Italia (MAURIZIO BORGHI)

Sono totalmente d'accordo con il signor Guarneri. Si al nucleare ma, per carità di Dio, non in Italia. Mi dispiace dirlo, ma noi come popolo italiano non siamo in grado di gestire un tema così grande con la dovuta responsabilità. Troppe logiche di basso profilo (leggi: troppa gente che vuole lucrare fottendo gli altri), localismi assurdi in stile "mors tua vita mea" (vi ricordate la vicenda del sito in Basilicata per i rifiuti radioattivi di qualche anno fa?), assenza di capacità di programmazione (al sud si fa fatica a smaltire la spazzatura ordinaria ed al nord si litiga ancora per l'organizzazione di Expo 2015 ormai alle porte). Non è disfattismo ma obiettivamente dove avremmo voluto andare? Prima sono necessari parecchi decenni di un forte e serio lavoro educativo sul popolo da cui si spera possa venire fuori una classe dirigente responsabile, poi (forse) si potra tornare a parlare di nucleare.

 
15/06/2011 - PENSIAMO A FARE MEGLIO QUELLO CHE DOVREMMO FARE (marco guarneri)

Io sono del tutto di un altro avviso, sicuramente chi è favorevole al Nucleare ha molto da dire su e ha i suoi pensieri favorevoli, MA io penso invece agli aspetti positivi ricavabili dall energia rinnovabile. 1. l'Italia non è ne la Germania ne altro Paese. 2. da noi si fa solo quello che può portare a lucro. 3. proprio noi che potremmo fare di sole e acqua la nostra fortuna in campo di energia rinnovabile, pensiamo al nucleare che ripeto secondo me non è una sfida alla nostra portata. 4. i miei occhi hanno visto intere pianure e colline invase da pale eoliche, e sarebbe stata una grande cosa, per poi sapere che il l80% di quelle non erano neache collegate con nessuna centrale (pensate voi a come vengono fatte le cose pur di lucrarci). 5. smaltimento: si è visto come siamo bravi a smaltire la nostra spazzatura, i soldi spesi per fare termovalorizzatori di facciata che funzionano al 30% si è visto... e le scorie del nucleare? che facciamo? le abissiamo nel mare? 6. io direi prima di darci da fare tutti quanti per essere più rispettosi della nostra terra per il nostro futuro e dei nostri figli.. poi si potrà parlare. Qua esce fuori il nucleare, si sente l'odore dei soldoni ed ecco che escono le capoccie. Cominci lo Stato a cercare dei veri incentivi per i pannelli solari, dato che in Austria pensate voi hanno incentivi davvero forti, non come noi che nessuno lo fa e a chi gli viene voglia di farlo gli passa la voglia o gliela fanno passare.

 
15/06/2011 - nucleare lo stano caso di una lettera (Paolo Cantoni)

cari Daniele Sindone e Marco Paniello sognare è lecito ma è sempre un sogno, io proporrei anche di tornare al cavallo e alla carrozza, rimane poi la bicicletta, a proposito le auto elettriche come le alimentiamo? col solare o l'eloico?

 
15/06/2011 - Referendum (Carla D'Agostino Ungaretti)

"Così non avremo una nuova Chernobyl!" Che candore! Piuttosto preghiamo Dio che non mandi un terremoto a una centrale francese o spagnola, altrimenti altro che Chernobyl o Fukushima in Italia! O forse le radiazioni nucleari rispettano i confini nazionali?

 
15/06/2011 - cinica e spietata opportunità politica..... (Daniele Sindone)

giudizio superficiale, non realistico, soprattutto privo di speranze per un vero confronto con una mentalità culturale (soprattutto in campo ambientale - energetico) che sta cambiando non solo in Italia con anche elementi positivi e propositivi. C'è in atto una grande discontinuità di pensiero sull'ambiente-energia; se ancora pensate che lettere di questo tipo su Repubblica e Corriere possono ribaltare referendum che hanno visto oltre il 95% di Sì siete ancora ancorati a vecchi modi; perchè non fate un indagine di quante case monofamiliari e non stanno mettendo un pannello sul tetto ed alcune stanno facendo indagini di fattibilità sulla geotermia - certo non risolve il pb energetico del paese ma produrre parte del proprio fabbisogno non ha a che fare anche con il principio di sussidiarietà? Ci sono in atto fermenti positivi, non etichettiamoli in vecchio stile come ciniche e spietate opportunità politiche. Apriamo qui confronti liberie sani: ma lo sapete che la Francia della grande indipendenza ha importato 17 miliardi di kwh dalla Germania perche il nucleare fatica in certe condizioni; sapete che ci sono studiosi che stanno analizzando i primi dati di influenza sulla borsa elettrica del fotovoltaico e potrebbe essere che nelle ore di picco ci sia del beneficio positivo. Apriamo un dibattito sui destini di Enel e Eni gli unici gioielli rimasti piu forti delle Francia nelle rinnovabili e nel gas. Se pensiamo che i milioni di Sì sono solo ciniche vittime siamo antistorici.

RISPOSTA:

Caro Sindone, non era certo nostra intenzione "ribaltare l'esito del referendum". Mi permetta la battuta: vabbè che siamo professori universitari, ma anche noi siamo apparteniamo all'homo sapiens... Forse ingenuamente, ritenevamo giusto puntualizzare la scarsità di informazione corretta. Per i nostri concittadini. Avremmo tenuto molto a che la decisione, qualunque fosse stata, l'avessero presa dopo adeguata informazione. Tutto qui. MR

 
15/06/2011 - commento dovuto (Marco Panniello)

Sono giorni che leggo livore sui risultati del Referendum provenire da questa testata e mi sembra a dir poco doveroso, in quanto ricercatore specializzato in fisica nucleare, di sottolineare quello che sembra non averla nemmeno sfiorata. La scelta delle persone è stata si viscerale, ma a conti fatti è stato semplicemente deciso che il gioco non vale la candela. In un epoca in cui tutta Europa si chiede se sia il caso di continuare col nucleare, dove alcune nazioni come la Germania stanno prevedendo di chiudere tutte le centrali entro 10 anni, questa controtendenza dell'Italia ha un che di sorprendente ed inquietante. Posso garantire che il voto rispecchia anche l'idea di noi scienziati, che dal basso della nostra competenza ed a seguito di innumerevoli conferenze sulll'energia alla quale credo questa redazione non abbia partecipato, giungemmo tempo addietro alla conclusione che l'unica via è insistere sulla ricerca di fonti rinnovabili e pulite. Il nucleare è oltremodo obsoleto, ed il modo in cui si utilizza è quasi medioevale. Questione prettamente economico politica, quindi, e non scientifica. Nel costo per KW che viene spesso sbandierato non sono presi in considerazione le spese di stoccaggio delle scorie, che restano attive e pericolose per centinaia di anni. Se poi si tiene in considerazione l'abbondanza di uranio in natura, ci si rende conto che è una tecnologia che non ha futuro. Noi lo abbiamo capito da tempo, ma i politici seguono altre strade. I giornalisti?

RISPOSTA:

Questa è fenomenale! "La scelta delle persone è stata si viscerale, ma a conti fatti è stato semplicemente deciso che il gioco non vale la candela". E detta da uno scienziato! Ma se la scelta è viscerale, è ragionata oppure no? E che la conclusione sia che "non vale la candela", è conclusione viscerale o no? Quanto alle conclusioni degli illustri consessi di scienziati, beh, se questo è il criterio scientifico e ragionato condiviso da quegli scienziati... E comunque agli scienziati non è chiesto di fare politica energetica, ma di dire le cose come stanno. Spiegateci correttamente le cose come stanno, senza pregiudizi e ideologie (tipo "100% rinnovabili", sì, coi soldi nostri...), che poi noi taliani sappiamo scegliere... Allo scienziato: "nel costo per KW che viene spesso sbandierato non sono presi in considerazione le spese di stoccaggio delle scorie" e invece sì! E contano dal 3% al 6% del costo di produzione. .."che restano attive e pericolose per centinaia di anni" No! per decine di migliaia di anni! E comunque di meno (l'eternità) del piombo e del cadmio dei pannelli fotovoltaici.. "Se poi si tiene in considerazione l'abbondanza di uranio in natura, ci si rende conto che è una tecnologia che non ha futuro". Peccato che di uranio ce ne sia anche negli oceani, e che con i reattori di IV generazione si produrrà più combustibile di quello che se ne brucia... Lo sapeva? parafrasando Aristotele: Primum vivere (cognoscere), deinde philosophari. O anche: "Scienziato, studia te stesso". E non è finita, caro lettore. Contrapporre le rinnovabili al nucleare è una fesseria. Il nucleare è alternativo a gas e petrolio. Ha letto la notizia sul costo della prossima bolletta energetica? E finiamola di raccontare favole sul fotovoltaico: lo stiamo già pagando! E peserà per 500 euro a famiglia all'anno, ovvero 10 miliardi/anno, nel prossimo futuro! E dopo il disastro del Giappone: più giusto metterli nelle rinnovabili o nella ristrutturazione edilizia anti-sismica delle case italiane? Ma ci rendiamo conto che se solo arriva in Italia un sisma 100 volte più lieve di quello giapponese, noi facciamo la fine dei topi?

 
15/06/2011 - ma ci avete preso per stupidi? (Marco Claudio Di Buono)

non mi è piaciuto il tono dell'articolo, quasi che il 57% degli italiani siano dei poveri idioti che, essendo male informati, sono stati indotti a votare si senza sapere le conseguenze del loro atto, strumentalizzato in chiave anti-Berlusconi. Prima di tutto pretendo delle scuse, siete dei maleducati. Secondo se non vi è chiaro, in Italia la maggioranza della gente il nucleare non lo VUOLE. Terzo, se mi permettete un'illazione, è chiaro che persone che lavorano sul nucleare, parteggino a favore, altrimenti diventano disoccupati (ma non dovrebbe esserci questo pericolo, possono collaborare a livello internazionale). Quarto, se in Italia e in Europa si fa una seria politica energetica occorre diversificare le fonti per non dipendere da una sola e dai suoi produttori, oltre alle rinnovabili, occorre puntare sul risparmio energetico e soprattutto sulla FUSIONE nucleare, quella si che sarà una fonte pulita e illimitata. Spendiamoli là i miliardi per fare le centrali a fissione, altro che affossamento della ricerca, ce ne sarebbero investimenti da fare!

RISPOSTA:

Che "le persone che lavorano sul nucleare parteggino a favore, altrimenti diventano disoccupati" è in effetti una illazione gratuita. Da docente universitario, sono più interessato alla verità e alla realtà delle cose che alla tifoseria. Il nostro compito sociale è anche quello di raccontare le cose come stanno, dal punto di vista tecnologico e scientifico. Le decisioni di strategia e politica le prendono altri. La rassicuro infine che in quanto statale ho la cadrega (come direbbero Aldo, Giovanni e Giacomo) pagata, quindi La ringrazio per il gentile e premuroso pensiero. Ma poichè non ci piace scaldarla, già da dopo-Chernobyl (Lei aveva votato?) partecipiamo, con qualche discreto successo, a programmi di ricerca internazionali. E ovviamente i vantaggi, così come gli studenti che formiamo, vanno all'estero. MR

 
15/06/2011 - Sono tecnici non massmediologi (Giuseppe Crippa)

Non stupisce più di tanto il fatto che i summenzionati giornali non abbiano pubblicato la lettera: che RCS o il gruppo De Benedetti ambiscano ad orientare l’opinione pubblica prima che ad informarla è cosa nota e qualche volta addirittura esplicitata – senza pudore – sulle loro stesse colonne. Stupisce invece che i professori del CIRTEN non abbiano pensato ad indirizzare le loro giuste preoccupazioni anche a giornali di opinione presumibilmente più vicina come Il Foglio, Il Giornale e Libero ed in particolare dispiace non abbiano pensato ad Avvenire: avrebbero visto che la posizione dei cattolici i italiani era più articolata di quanto non descritto dai fogli laici… Questa piccola ingenuità mi conferma nel credere alla buona fede di persone che passano tutto il loro tempo di lavoro a studiare seriamente queste importanti tecnologie che l’Italia si è ora di nuovo preclusa.