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DON RICCARDO SEPPIA/ Il gip, non ci sono prove di violenza sessuale

Il gip che indaga su don Riccardo Seppia cambia la formulazione di alcune delle accuse nei confronti del sacerdote genovese. Non ci fu violenza sessuale su minori

Foto Ansa Foto Ansa

DON RICCARDO SEPPIA VIOLENZA SESSUALE - Il caso di don Seppia, il sacerdote genovese accusato di violenze sessuali, ha un nuovo sviluppo. Il gip Annalisa Giacalone ha infatti depositato una nuova ordinanza di custodia cautelare in cui si contesta la tentata induzione minorile di un ragazzo di 17 ani, la tentata violenza sessuale nei confronti di un ragazzo. Viene a cadere, si legge invece nella sentenza, l'ipotesi di violenza sessuale nel caso di un bacio a un chierichetto. Il bacio, dice l'avvocato difensore del sacerdote, non c'è mai stato e il fatto che il ragazzo poi si sia dimostrato fosse maggiorenne fa cadere anche l'ipotesi di induzione in prostituzione minorile. Scagionato dunque don Seppia dal primo capo di imputazione, violenza sessuale: «Il contenuto di telefonate e messaggini - spiega  il gip genovese - rivelano le situazioni in cui si trovava l'indagato e consentono di capire quando era fuori di testa e quando erano lucidamente rivolti alla ricerca di minori per soddisfare il proprio appagamento sessuale». E' il ragazzo stesso ad aver detto agli inquirenti che non c'è stato alcun tentativo di violenza sessuale. Il gip esclude anche che il parroco abbia indotto alla prostituzione un giovane egiziano che ebbe sì rapporti sessuali con lui ma già in maggiore età. C'è però ancora aperto il caso di induzione alla prostituzione minorile di un ragazzo albanese minorenne.