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LA STORIA/ Ha un figlio dalla moglie due anni dopo che lei è morta di tumore

Due anni dopo che sua moglie è morta di tumore, ha realizzato il sogno di avere un figlio da lei. Il loro bambino è il primo israeliano a essere nato dall'embrione di una donna deceduta

Foto Ansa Foto Ansa

Due anni dopo che sua moglie è morta di tumore, Nissim Ayish ha realizzato il sogno di avere un figlio da lei. Il loro figlio è il primo israeliano a essere nato attraverso una madre surrogata dall’embrione congelato di una donna deceduta.

 

ULTIMO DESIDERIO - Il bambino, di cittadinanza ebraica, sarà circonciso a New York e si chiamerà con il nome scelto da Nissim e Keren quando la donna era ancora in vita. Il padre, intervistato dal quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth, ha dichiarato: «Sono felice di essere riuscito a soddisfare l’ultimo desiderio di mia moglie». Ayish, 42 anni, ha incontrato per la prima volta Keren 14 anni fa; i due si sono sposati quattro mesi più tardi. «Avevamo molti sogni: una casa, una famiglia e, quello più importante, dei bambini», ricorda. Ma presto hanno scoperto che Keren non era adatta a concepire, e quindi hanno iniziato una serie molto pesante di trattamenti per la fertilità.

 

LA MALATTIA DELLA MOGLIE - Quindi a metà del 2002 il loro mondo è crollato. Un persistente mal di testa, ritenuto inizialmente un’emicrania, è stato quindi diagnosticato come un tumore al cervello. La malattia ha posto fine ai tentativi di procreazione assistita, benché il Rambam Medical Center avesse ancora due degli embrioni congelati della coppia. E nonostante nel 2003 Keren sembrasse guarita, dal 2007 ha avuto una ricaduta, proprio quando aveva ricevuto la notizia di essere incinta. La gravidanza è durata 13 settimane, ma l’embrione non si è sviluppato in modo adeguato e quindi la donna ha abortito. Per Keren è stato un colpo molto duro, ma ha continuato a sperare di guarire e di riuscire ad avere un bambino.