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CASO REA/ Le foto smentiscono Parolisi: nessuna traccia di Melania a Colle S.Maro

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Melania Rea  Melania Rea

CONTRADDIZIONI E BUGIE - Il suo primo interrogatorio da indagato per l’omicidio della moglie 29enne è incentrato alle molte contraddizioni che caratterizzano diversi particolari delle sue deposizioni degli ultimi due mesi. Il cadavere di Rea, uccisa con 32 coltellate, è stato ritrovato il 20 aprile nella pineta di Ripe di Civitella. Tra i molti interrogativi, se si fosse recata lì con il marito o in presenza di qualche altra persona, o se sia stata trasportata sul luogo dopo l’omicidio. Parolisi, che lavorava alla scuola femminile Clementi del 235° Piceno dell’Esercito, è difeso dagli avvocati Gentile e Biscotti e continua a proclamarsi innocente. Eppure molte delle sue dichiarazioni rese fin qui sono state sconfessate dai fatti. Come quelle sulle amanti Ludovica e Rosa, o sulle foto mai scattate dall’amico Paciolla sul luogo del delitto. Per non parlare del fatto che Parolisi ha nascosto un cellulare in un terreno vicino alla sua abitazione. Il movente potrebbe essere il fatto che un anno fa la Rea minacciò la soldatessa Ludovica, ex allieva del marito, di raccontare a tutti la relazione nata nella scuola femminile, rovinando così la carriera militare di entrambi. Quel «vi rovino» secondo gli inquirenti potrebbe avere provocato una lite tra marito e moglie, che potrebbe avere portato all’omicidio in un impeto d’ira. La famiglia di Melania, che si è costituita parte civile ed è rappresentata dal legale Gionni, spera che dai nuovi interrogatori di Parolisi possano emergere ulteriori dettagli.



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