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Cronaca

CASO REA/ Le foto smentiscono Parolisi: nessuna traccia di Melania a Colle S.Maro

Melania ReaMelania Rea

L’«ASSALTO ALLA SENTINELLA» - «Ci auguriamo che Salvatore racconti tutto quello che sa - sottolineano i genitori di Rea -. Avvalersi della facoltà di non rispondere sarebbe una scelta brutta, che non aiuta nessuno. Speriamo tanti che parli. E che, stavolta, dica la verità». Tra le novità delle indagini, anche il fatto che Melania Rea sarebbe stata uccisa con tecnica militare. Prima è stata messa a tacere con una mano sulla bocca, poi le è stata procurata una brusca torsione del capo e poi è partito il primo fendente alla gola, un colpo molto forte con lesioni amplificate a causa della quella torsione. I militari la chiamano assalto alla sentinella ed è una tecnica da manuale, studiata e ripetuta più volte negli addestramenti per imparare a neutralizzare l’uomo di guardia. A rivelarlo sono i documenti dell’autopsia del professor Tagliabracci. Carte che neppure i legali Biscotti e Gentile finora ha potuto vedere perché non erano state incluse nella prima documentazione giunta al loro perito di parte, il professor Varetto. Già un mese fa i giornali avevano pubblicato delle indiscrezioni, secondo cui i pantaloni della donna sarebbero stati trovati completamente abbassati. E questa è un’altra tecnica puramente militare: i pantaloni del nemico abbassati proprio fino alle caviglie per precludergli qualsiasi tentativo di fuga. Infine oggi a Pomeriggio Cinque, in onda su Canale 5, è attesa la testimonianza del padre Gennaro, che racconterà perché ritiene che Salvatore sia innocente .

 

(Pietro Vernizzi)

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