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LA STORIA/ Berdini e quella povertà che batte la "droga di Stato"

Pubblicazione:venerdì 24 giugno 2011

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Anzitutto non sono i “nostri ragazzi”. Sono giovani e meno giovani che arrivano per i motivi più diversi: chi costretto dalla legge, chi dai familiari, chi dalla sfiga, chi dalla sofferenza.

 

Che bisogno c’è sotto il bisogno di droga?

 

Il bisogno che abbiamo tutti: che la nostra vita non sia inutile, che nulla di noi o di chi amiamo immensamente vada perduto. Tutti facciamo fatica ad accettare il pensiero e la presenza della morte. Chi vende droga vende un sogno, vende il sogno dell’immortalità facendo però morire tutto. Schubert racconta a un certo punto della sua vita del dolore provato per la superficialità con cui suoi amici passavano, o meglio perdevano, il tempo bevendo birra e mangiando salsicce: chissà se i governanti di cui sopra già pensano di aprire questo tipo di attività?

 

E voi che offrite?

 

C’è una vita che annaspa nel tentativo di incontrare la Vita incarnata che non più muore. Sempre papa Benedetto scrive a proposito della Chiesa come di un corpo che deve imparare a parlare attraverso forme nuove all’uomo (all’emergenza uomo, come direbbe don Giussani): questa è una sfida affascinante, semplice in fin dei conti, è l’uomo che si deve offrire per i propri amici, che deve dare, donare la propria vita per i propri amici; noi tendiamo a vivere cosi.

 

Da dove inizia il recupero?

 

Il recupero inizia quando il giovane inizia a riconoscere un’autorità, a obbedire a un’autorità che condivide la sua vita, che non gli vende sicuramente droga.

 

Non basterebbe un’efficace terapia sanitaria?

 

La droga non è un problema o solo medico o solo psicologico, ma abbraccia tutto l’essere della persona. Certo, ci può essere un momento di criticità in cui bisogna puntare prevalentemente sulla terapia farmacologica, ma nel momento in cui la persona inizia a ri-vivere, il medico, lo psicologo debbono confrontarsi con gli educatori nell’esperienza del quotidiano, altrimenti i farmaci diventano un carcere chimico e lo psicologismo diventa lo scalino di una lunga strada interrotta continuamente da chiacchiere inutili.

 

Che significa partire dalla persona?


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