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Cronaca

IL FATTO/ Contro l’infezione da Cmv non c’è solo l’aborto…

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“La sperimentazione abruzzese – spiega Parruti - vuole offrire a tutte le donne italiane con una gravidanza interessate la possibilità di verificare gratuitamente l’effettiva sussistenza dell’infezione e, in caso positivo, di testare l’efficacia delle immunoglobuline, allontanando l’ipotesi dell’aborto”.
Il progetto prevede quattro fasi. In primo luogo, l’accertamento della presenza del Cmv nella gestante con un semplice esame del sangue, e poi eventualmente nel feto mediante amniocentesi e cordocentesi. Verificata l’infezione, si provvederà alla assegnazione di un protocollo di cura per la singola gestante, che prevede la somministrazione di immunoglobuline mediante flebo. Infine, si procederà con l’analisi dei risultati e la loro diffusione.
“Il protocollo abruzzese – conclude Parruti - può essere considerato unico nel suo genere in Italia, visto che ad oggi ne esiste uno simile al Nord ma si rivolge ad un numero ridottissimo di gestanti. Non possiamo che esserne soddisfatti, ed è la dimostrazione che esiste la buona sanità anche nella nostra regione”.
Le donne interessate possono contattare il reparto di Malattie Infettive dell’ospedale Santo Spirito di Pescara. La partecipazione al protocollo è completamente gratuita.

(Piergiorgio Greco)

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