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J'ACCUSE/ Il caso Bisignani, l'ultimo simbolo di una classe dirigente in declino

Pubblicazione:mercoledì 29 giugno 2011

Luigi Bisignani (Foto: IMAGOECONOMICA) Luigi Bisignani (Foto: IMAGOECONOMICA)

Ci dovrebbe spiegare allora perché ministri, sottosegretari, magistrati, onorevoli, ufficiali, manager pubblici e privati avrebbero passato ore al telefono o di persona con questa “assoluta nullità” con la fedina penale irrimediabilmente macchiata (già condannato per la maxi-tangente Enimont), consigliandosi e facendosi consigliare, impetrando favori e trattando affari, discutendo questioni di governo, trattando carriere e promozioni. Se gli dànno così tanta importanza, e avesse ragione Sgarbi, per la semplice proprietà transitiva, non ci sarebbe che da trarne una semplice quanto drammatica conclusione: poiché trovano tanto interesse a confidarsi con una nullità, significa che sono una nullità essi stessi. Tertium non datur.

 

Lei che ha lavorato in diverse multinazionali americane e conosce bene il loro modo di lavorare, cosa pensa della definizione che è stata data di Bisignani come lobbista?

Chi lo dice non sa nemmeno di cosa parla. In America il lobbista è un lavoro serio, che si basa innanzitutto sulla trasparenza. Là le lobbies hanno uffici e indirizzi. Se una lobby farmaceutica dà una donazione per una campagna elettorale, deve essere tutto pubblico, di modo che gli elettori di quel partito o di quel senatore sappiano che appena potrà farà anche gli interessi di quelle imprese. Vi pare il caso di Bisignani?

Qui da noi c’è gente che s’è improvvisata lobbista o ha messo in piedi dal nulla una società di consulenza di comunicazione senza mai aver fatto studi specifici in materia. Solo fidando sulle proprie relazioni o sulle proprie amicizie politiche…inevitabilmente assomigliando più a Bisignani che alle più consolidate società di PR…

 

Cosa intendeva quando alludeva al grave disastro?


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