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LETTERA/ Dal letame ai fucili, l'Ue porta la guerra nel Nord-Est

Pubblicazione:venerdì 3 giugno 2011 - Ultimo aggiornamento:venerdì 3 giugno 2011, 12.54

Foto Ansa Foto Ansa

Due esempi? Quello della moltiplicazione delle vacche, spacciando per 2.905.228 unità una popolazione bovina di 1.688.156. E quello della loro presunta veneranda età, indicando una vita media di 83 anni a capo contro una realtà di 8. Ma ci sono anche almeno 300mila vacche-fantasma che non solo non vengono munte, ma servono per mungere contributi dall’Unione europea; e via di questo passo. Tutte cose documentate in migliaia di pagine di inchieste varie, che durano tuttora: l’ultima è un rapporto di 166 pagine dei carabinieri, finito sui tavoli di 32 procure.

Ci vorrebbe non un Sussidiario, ma un’enciclopedia per ricostruire i vari passaggi di questa farsesca vicenda in atto ormai da oltre un quarto di secolo. E c’è da segnalare, soprattutto, che negli allevamenti bovini i costi continuano a crescere: più 14% nel primo trimestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2010, con punte del 22% per le spese di alimentazione. Sono indispensabili nuove regole, anche perché nel 2015 il sistema delle quote latte andrà a scadenza; c’è da lavorare soprattutto sull’aggregazione dell’offerta, che oggi rappresenta l’anello debole della filiera a causa del suo scarso potere contrattuale.

Nel frattempo è indispensabile trovare una soluzione ragionata e ragionevole, prima che la situazione precipiti: nel solo Veneto stanno per arrivare 600 multe, di importo variabile tra i 400mila e i 5 milioni di euro, per responsabilità che non sono certo solo degli allevatori. Nessuno dei quali tra l’altro si dichiara disponibile a pagare. E dal Far West al Nord Est il passo è breve: meglio andare oltre la logica degli sceriffi, prima che qualcuno spari sul serio.



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COMMENTI
04/06/2011 - Ma quale guerra? Sono solo furbi (e prepotenti) (Giuseppe Crippa)

Non mi piace il tono di questa lettera di Francesco Jori, che sembra quasi legittimare la violenza che alcuni allevatori minacciano di mettere in atto, ma soprattutto dissento sulle ragioni che porta per giustificarli. E’ una legge dello Stato datata 26 febbraio 2011 che prevede che le multe vengano pagate entro il 30 giugno prossimo, posponendo una precedente data. Questa legge è nota al grande pubblico perché – con un emendamento della Lega - l’onere di questa dilazione è stato coperto, nel bilancio dello Stato, togliendo fondi alla cura dei malati oncologici. La grande maggioranza degli allevatori sta pagando, a rate, le multe fin dal 2003, mentre un piccolo gruppo di essi (poco più di 200) ha cominciato a pagare solo nel 2010 o non intende pagare. Se in Veneto, su sollecitazione dell’amministrazione leghista, si sarà ancora una volta deboli coi prepotenti, la reazione degli allevatori onesti, stanchi di essere “cornuti e mazziati”, si esprimerà appena possibile col voto.