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J'ACCUSE/ Perchè tutti parlano dei cetrioli e non dei feti "uccisi" dall'amniocentesi?

Pubblicazione:lunedì 6 giugno 2011

Fonte: Fotolia Fonte: Fotolia

E dato che in Italia si fanno circa 100.000 amniocentesi l’anno, vuol dire che circa 500-1000 donne sane perdono il loro figlio sano o malato che portano nel pancione. Vi pare poco? E questo vale per l’Italia e per tutto il mondo. Non vi sembra un allarme che si doveva prendere sul serio? 1000 donne all’anno in lutto; e 1000 bambini morti prima di nascere. E questo non dipende da errori degli operatori, ma è un problema intrinseco alla procedura. Che però non si può criticare, perché è una procedura “politicamente corretta”: la corsa alla ricerca dell’anomalia genetica, in particolare della sindrome Down: ormai routine quotidiana.
Dunque ci sono epidemie di serie A – quelle che fanno vendere i giornali - e quelle di serie B –di cui è vietato parlare –. Strano modo di trattare i fenomeni sanitari sui giornali e in televisione. D’altronde, tra il rischiare di toccare l’intoccabile e far pressione sulle paure della gente, amplificandole e creandone ogni anno una, evidentemente i massmedia finiscono col preferire la seconda soluzione. Scarso coraggio o ordine superiore imposto da una cultura che vuole renderci tutti impauriti, impegnati tutta la vita, 24 ore su 24 solo a cercare strade e stradine per fuggire da ogni rischio e da ogni responsabilità?



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