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DARIO SCOTTI/ Traffico illecito di rifiuti, arrestato l’Ad di Riso Scotti Spa

Pubblicazione:martedì 7 giugno 2011

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ARRESTATO DARIO SCOTTI PER TRAFFICO ILLECITO DI RIFIUTI - Traffico illecito di rifiuti: è questo l’ipotesi di reato per la quale Angelo Dario Scotti è stato arrestato su richiesta della Dda di Milano. Si tratta del vicepresidente del Cda di Riso Scotti Energia e ad di Riso Scotti Spa, figlio del patron Ferdinando. L’operazione è stata effettuata nell’ambito di un inchiesta relativa ad un traffico illegale di rifiuti. Sembra, a quanto emergerebbe dall’accusa, che nella centrale, al posto delle biomasse, venissero bruciati rifiuti pericolosi. In particolare, dalle indagini condotte dal corpo forestale, risulta che venissero bruciati plastica, imballaggi, legno e fanghi di depurazione di acque reflue.

Vi era, inoltre, una concentrazione di inquinanti, specialmente di metalli pesanti, superiore ai limiti di legge. Il traffico ammonterebbe a circa 40mila tonnellate di rifiuti, sia urbani che industriali, provenienti da alcuni impianti di smaltimento di Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli, Emilia Romagna, Toscana e Puglia, e non regolarmente trattati. Un giro di affari di, secondo i primi dati, 30 milioni di euro, reso possibile dai certificati fasulli rilasciati da diversi laboratori di analisi chimiche consenzienti. L’entità della somma in gioco dipende anche dagli incentivi statali destinati a tali impianti. Oltre a Scotti sono stati dati gli arresti domiciliari a tre funzionari del Gse, (Gestore dei servizi energetici). Si tratta della società pubblica cui spetta il compito di gestire gli incentivi disposti per la produzione di energia derivante dalle fonti rinnovabili. 


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