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LETTERA/ Mio figlio Matteo, tre anni e già precario della scuola...

Aggiudicarsi un posto in un asilo comunale è spesso anche per i piccoli cittadini una vera e propria corsa a ostacoli. Ce la racconta MARINA MARINETTI

Una bimba all'asilo (Immagine Fotolia) Una bimba all'asilo (Immagine Fotolia)

Il Comune di Milano, come prescrive la legge, assicura un posto a scuola – parliamo di scuole dell’infanzia -  a tutti i bambini cui genitori ne facciano richiesta. Aggiudicarsi questo posto, però, è una corsa a ostacoli. E perderlo è un attimo.

L’ignaro genitore, ponendo la propria firma in calce all’atto dell’iscrizione del proprio figlio all’asilo, è convinto di averlo sistemato. E invece no. Perché, con la firma, dichiara di aver letto e accettato anche le famigerate “note informative”. Sei pagine fitte fitte di regole e cavilli paragonabili a quelle che certi sedicenti sondaggisti spacciano agli angoli delle strade per vendere a rate le loro enciclopedie.

Ebbene, il genitore non lo sa, ma il Comune, come la legge, non ammette ignoranza. E le note informative parlano chiaro: firmare la domanda di iscrizione del proprio pargolo a scuola è un conto, iscriverlo è un altro. Bisogna mettersi in coda. Perché le graduatorie non ci sono solo per gli insegnanti: ci sono anche per i bambini di tre anni. Che giustamente imparano subito a fare i conti con la precarietà.

Così il termine di pubblicazione delle graduatorie, che il Comune fissa a una data imprecisata, ma comunque entro il mese di giugno, è quanto di più aleatorio ci sia a Milano. Graduatorie attese a giugno e invece pubblicate a luglio, se non ad agosto. Dunque i genitori devono monitorare costantemente il polo scolastico di appartenenza o il sito internet del Comune. E non appena la famigerata lista con i nomi dei ragazzini e la scuola alla quale sono stati assegnati – attenzione: assegnati e non iscritti, perché manca ancora un passaggio – deve precipitarsi al polo scolastico. A fare che? Un’altra firma. Per dire che sì, aveva richiesto l’iscrizione del figlio, e che no, nel frattempo non ci ha ripensato, e che sì, accetta il posto. Manco fosse un’assunzione. Dalla pubblicazione delle graduatorie definitive alla corsa al polo scolastico non devono passare più di cinque giorni, sabati e domeniche compresi. Altrimenti il Comune considera il bambino rinunciatario. Ma come? Prima precario, poi rinunciatario? Ebbene sì: la vita è dura, ed è bene che il piccolo lo impari subito.


COMMENTI
09/06/2011 - scuole comunali (Cristina Delia)

Ero già al corrente delle fantastiche novità introdotte dall'efficientissima gestione del Comune di Milano per l'iscrizione dei bambini alla scuola dell'infanzia. Novità perchè per fortuna quando hanno frequentato le mie figlie (la minore ha 10 anni) le cose non stavano così. Aggiungiamo che per motivi imperscrutabili non si può neppure scegliere la scuola materna che si preferisce, no o dove ti dicono o niente. Il che mi pare senza senso perchè magari mi tocca mandarlo in una scuola che non vorrei mentre c'è qualcun altro che sceglierebbe la scuola dove mando mio figlio ed è costretto a mandarlo dove invece vorrei iscrivere il mio. Alla faccia della libertà di scelta, eccetera eccetera. Ma l'assessore all'Educazione non aveva niente di meglio da fare? Cristina