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LETTERA/ Mio figlio Matteo, tre anni e già precario della scuola...

Pubblicazione:giovedì 9 giugno 2011 - Ultimo aggiornamento:giovedì 9 giugno 2011, 11.56

Una bimba all'asilo (Immagine Fotolia) Una bimba all'asilo (Immagine Fotolia)

Il fatto che non si sappia mai esattamente quando le graduatorie vengano pubblicate e la necessità di correre a firmare entro cinque giorni impone alle famiglie di non allontanarsi da Milano, nonostante i 38 gradi all’ombra. Perché capita che vengano pubblicate le graduatorie a tradimento proprio in quei quattro giorni che per capriccio si è deciso di passare fuori Milano alla ricerca di un po’ di frescura. E al ritorno si rischia di trovare in casella un telegramma: spiacenti, il bambino salta l’anno scolastico. Ma come? Certo: di fatto avete rinunciato al posto, sta tutto scritto nelle note informative.

Fermo un turno, con buona pace di mamma disoccupata che, non potendosi permettere la baby sitter, deve rimandare ancora un po’ la ricerca di un nuovo impiego, l’anno successivo non ci si fa più fregare. Peccato però che arrivi un trasloco nel momento meno opportuno: l’inizio dell’anno scolastico. Per poter fare domanda di trasferimento, però, il bambino deve iniziare a frequentare la scuola alla quale è stato assegnato. Anche se si trova dall’altra parte della città. Se non frequenta, perde il posto. Se perde il posto, non può chiedere il trasferimento. Un circolo vizioso al quale le solerti funzionarie di scuole e ufficio iscrizioni tentano di porre fine sollecitando la rinuncia al posto ottenuto con tanta fatica. Se il genitore abbocca, le funzionarie gongolano: non è per cattiveria, ma il Comune dà loro solo pochi giorni di tempo per stabilizzare la situazione posti a scuola. Così qualunque colpo basso diventa lecito. Anche non dire al genitore che, se rinuncia al posto nella speranza di ottenerne uno in una scuola più vicina alla nuova casa, sbaglia di grosso, perché per le iscrizioni fuori termine la speranza è vana. E il bambino salta un altro anno.

Ma il genitore non abbocca, tiene duro e alla fine un posto, anche se non proprio sotto casa, si libera. In compenso, a fine maggio il bambino si ammala. Poco male, pensa l’ignaro, perché tanto la scuola sta per finire. E infatti lo aspettano i nonni che hanno preso in affitto una casetta al mare per  passare con lui il mese di giugno. Peccato però che malattia più vacanza al mare uguale più di 30 giorni consecutivi di assenza. Ingiustificata, dato che l’unica giustificazione ammissibile dev’essere firmata dal pediatra. E cosa succede, note informative alla mano, se il bambino sta a casa più di 30 giorni per qualcosa che non sia una malattia? Esatto: perde il posto, appena confermato per l’anno successivo. Aridaje.

Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti non è casuale: è quel che è successo a mio figlio Matteo. Che va all’asilo ma è già un precario.



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COMMENTI
09/06/2011 - scuole comunali (Cristina Delia)

Ero già al corrente delle fantastiche novità introdotte dall'efficientissima gestione del Comune di Milano per l'iscrizione dei bambini alla scuola dell'infanzia. Novità perchè per fortuna quando hanno frequentato le mie figlie (la minore ha 10 anni) le cose non stavano così. Aggiungiamo che per motivi imperscrutabili non si può neppure scegliere la scuola materna che si preferisce, no o dove ti dicono o niente. Il che mi pare senza senso perchè magari mi tocca mandarlo in una scuola che non vorrei mentre c'è qualcun altro che sceglierebbe la scuola dove mando mio figlio ed è costretto a mandarlo dove invece vorrei iscrivere il mio. Alla faccia della libertà di scelta, eccetera eccetera. Ma l'assessore all'Educazione non aveva niente di meglio da fare? Cristina