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TERREMOTO FORLI’-CESENA/ Gasparini (Ingv): lo sciame sismico nella zona del Montefeltro? Attività normale

Uno sciame sismico, dal 24 maggio, sta interessando in provincia di Forlì-Cesena, la zona adiacente al Montefeltro. Si tratta di attività sismica intesa. Sono state registrata 640 scosse.

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Uno sciame sismico, dal 24 maggio, sta interessando in provincia di Forlì-Cesena, la zona adiacente al Montefeltro. Si tratta di attività sismica intesa di cui ilSussidiario.net ha chiesto ragguaglio a Calvino Gasparini, dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

Lo sciame  è caratterizzato dal fatto di non consistere in una scossa principale seguite da altre scosse, ma da sismi distribuiti nel tempo in maniera casuale. Tra il 24 e il 28 maggio e tra il 3 e il 7 giugno, la Rete Sismica Nazionale dell’INGV ha localizzato nella zona la maggiora parte (il 90%) dei circa terremoti che si sono succeduti. Il più forte di questi è stato di magnitudo 3.7, e si è verificato alle 00.03 del 25 maggio. Complessivamente. Una settantina dei terremoti registrati ha avuto magnitudo compresa tra 2 e 3, gli altri inferiori a 2. L’ipocentro, in generale, è stato registrato a profondità abbastanza superficiali, comprese tra i 5 e i 10 chilometri. Molti di questi sono stati avvertiti distintamente dai cittadini dei comuni di Bagno di Romagna, Verghereto, Santa Sofia e limitrofi. Calvino Gasparini, dirigente di ricerca dell’Ingv, interpellato dal sussidiario.net sull’entità dello sciame sismico rassicura: «La vitalità della terra ha prodotto anche fenomeni maggiori di questi. Il fatto che ci siano degli sciami sismici in aree notoriamente attive come l’Appennino e l’Avampeninno rientra totalmente nella normalità. Le zone atte a generare terremoti, anche di una discreta intensità, fanno parte di un mondo in totale evoluzione».