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Cronaca

LODO MONDADORI/ Cronaca di un caso politico con sentenza già scritta...

ANDREA PAMPARANA ripercorre la ventennale vicenda giudiziaria che coinvolge Berlusconi e De Benedetti e che iniziò con un patto segreto tra Cir e i Formenton che tagliava fuori Fininvest...

Silvio Berlusconi e Carlo De Benedetti (Foto Ansa)Silvio Berlusconi e Carlo De Benedetti (Foto Ansa)

283 pagine, quasi  quattro mesi di camera di consiglio,per la sentenza depositata sabato 9 luglio e che pone fine al penultimo capitolo della ventennale guerra di Segrate. Penultimo perchè ci sarà un ricorso in Cassazione da parte di Fininvest, anche se il provvedimento relativo al risarcimento sarà esecutivo da subito. La corte d'appello civile di Milano, ha stabilito che la Fininvest dovrà risarcire alla Cir di Carlo De  Benedetti 560 milioni di euro. Rispetto alla sentenza di primo grado del 2009 del giudice Mesiano, che aveva sancito un risarcimento di 750 milioni di euro, l'attuale provvedimento prevede dunque uno sconto di circa un quarto, con una riduzione di 190 milioni.
I giudici milanesi hanno tenuto conto, come spiegano nel dispositivo, della sentenza passata in giudicato che sancì la corruzione del giudice Metta,vicenda per la quale però Berlusconi fu poi definitivamente prescritto. La corte inoltre ha fatto proprie le valutazioni di una consulenza tecnica, ordinata oltre un anno fa, per verificare «se fra giugno 1990 e aprile 1991, epoca della spartizione della Mondadori, fossero intervenute variazioni dei valori delle società e delle aziende oggetto di scambio tra le parti»: quesito al quale i consulenti hanno risposto calcolando una riduzione del valore delle aziende attorno al 18,8%.
Sempre la corte spiega l'entità della revisione della sentenza di primo grado osservando anche che la Cir di De Benedetti non subì alcun danno di immagine imprenditoriale nella cosiddetta 'battaglia di Segrate'. Né per i giudici, dall'esito della  sentenza che sancì il passaggio alla Fininvest della casa di Segrate, la famiglia de benedetti avrebbe subito il riflesso di un'immagine da 'perdenti'. Ed è questo uno dei motivi che ha portato appunto allo 'sconto' nella quantificazione del risarcimento dovuto da Fininvest a Cir per la vicenda del lodo Mondadori.
Una guerra dunque ventennale. Ricostruiamo la vicenda fin dalle sue origini, con le radici ben piantate nella Prima Repubblica.


COMMENTI
11/07/2011 - Assoluzione per prescrizione? (Giuseppe Crippa)

Pur non essendo un giurista mi permetto di consigliare un uso il più possibile prudente dei termini giuridici. Scrivere che “nel 2001 Berlusconi viene assolto per prescrizione e la Cassazione confermerà” è altra cosa dallo scrivere che “nel 2001 viene emessa nei confronti di Berlusconi una sentenza di 'non luogo a procedere' per prescrizione che la Cassazione confermerà” (respingendo il ricorso dei legali di Berlusconi con il quale chiedevano la piena assoluzione e non il semplice proscioglimento per prescrizione). Associare i termini “assoluzione” e “prescrizione” non mi sembra corretto, e non lo dico per antipatie politiche ma per non alimentare idee strane nelle menti di tifosi interisti...

 
11/07/2011 - La ricostruzione è ottima... (Franco Labella)

Bisogna dare atto a Pamparana di aver ricostruito, con precisione e minuziosa chiarezza, il complesso iter giudiziario della vicenda "Lodo Mondadori". Trovo solo poco congruo l'intervento del titolista perchè la sentenza già scritta non la si intravede in un percorso complesso e lungo. A meno che tutto non si spieghi con la frase finale. "Una perizia che la Fininvest contestò duramente". Nei giudizi civili c'è sempre qualcuno che si vede dar torto e non è contento. Non si era ancora visto, però, un soccombente che si fa scrivere, come ha annunciato il sen. Quagliariello, una legge o leggina per aver ragione. Insomma è come con i giochi dei bambini: quando uno perde poi non va dal papà (o più spesso dalla mamma) perchè lo aiuti a rivincere. C'è una espressione, intraducibile ai più, del dialetto lucano che si attaglia perfettamente alla questione: chi non sa perdere, ci dicevamo da piccoli, è "nu mammazill". Magari i linguisti ci aiuteranno a capirne l'origine.