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Cronaca

FINE VITA/ 2. Binetti: così si supera la "guerra" tra vita e libertà

Si è concluso l’iter legislativo di una delle leggi che hanno più appassionato l’opinione pubblica negli ultimi anni: la cosiddetta legge sul testamento biologico. PAOLA BINETTI

Foto: ImagoeconomicaFoto: Imagoeconomica

Si è concluso l’iter legislativo di una delle leggi che hanno maggiormente appassionato l’opinione pubblica in questi ultimi cinque anni: la cosiddetta legge sul testamento biologico. Una legge il cui nome corretto è Disposizioni sulla alleanza terapeutica, il consenso informato e le dichiarazioni anticipate di trattamento. Ogni parola un concetto, ogni concetto un valore, ogni valore un preciso impegno sul piano legislativo, clinico e familiare. Una legge che supera il dilemma che ha attraversato il recente dibattito bio-etico, nell’impossibile tentativo di voler sostituire il principio di beneficienza, centrato sulla tutela della vita del paziente, con il principio di autodeterminazione, centrato sulla autonomia del paziente. Una falsa dicotomia tra valore della  vita e valore della libertà, mentre è evidente come l’una non abbia senso priva dell’altra. La legge supera questo dilemma assumendo come punto di riferimento la relazione che lega medico e paziente, fondandola sulla fiducia reciproca, alla base di ogni corretta informazione, e sulla riscoperta dell’etica della cura, dimensione essenziale della vita umana in tutte le sue molteplici dimensioni. L’alleanza tra medico e paziente infatti è conditio sin que non perché il paziente possa ricevere le informazioni di cui ha bisogno per prendere le decisioni che lo riguardano.

Questa legge, per la prima volta, entra nel vivo della dinamica del consenso informato come cardine dell’agire medico, proprio perché sollecita una collaborazione continua tra medico e paziente. Non c’è un medico che, consapevole della sua scienza e del potere che gliene deriva, si arroga il diritto di sostituirsi al paziente nelle decisioni che riguardano quest’ultimo. C’è un sapere che si fa servizio, proprio perché entra in punta di piedi nella vita del paziente, per assecondarne i desideri e dare compimento ai suoi orientamenti. Una legge quindi che mentre dice sì alla vita del paziente dice sì anche alla libertà del paziente e del medico, rispettosa delle coscienze di entrambi e consapevole che entrambi se vogliono essere davvero liberi non possono allontanarsi dal solco tracciato dalla legge naturale.


COMMENTI
13/07/2011 - biotestamento (maria gonano)

la legge approvata lascia una fessura. Aria di fessuura porta alla sepoltura.

 
13/07/2011 - L' Italia può essere fiera (GIOVANNI PIERONI)

Il Parlamento ieri ci ha dato finalmente una risposta alla nostra domanda di politica alta,che guarda al bene dell' uomo, al rispetto della sua dignità.Non è questo che un cittadino chiede prima di tutto allo Stato? Io, personalmente, si. Non c' è stata una vendetta come qualcuno ha sostenuto, ma un' atto di giustizia riparatrice a un fatto tremendo accaduto più di due anni orsono. Finalmente, se il Senato confermerà,non si potra più permettere che a una persona in stato di incoscienza, sia negato il diritto all' assistenza vitale. Se non altro perchè manca il suo consenso attuale.

 
13/07/2011 - Ieri? Una giornata triste (benedetta frigerio)

Ma come si fa a esultare quando abbiamo messo dopo la vita (legge 194) anche la morte ai voti?