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TERREMOTO RIETI/ Scossa di 3.6 gradi oggi 13 luglio 2011, il parere del sismologo

Pubblicazione:mercoledì 13 luglio 2011

La zona dei Monti Sabini non ha a che vedere dal punto di vista sismico con quella che scatenò il terremoto dell'Aquila?

Assolutamente no. Si tratta di due zone sismiche diverse tra di loro seppur ravvicinate. In questa zona dell'Appennino c'è una continuità sismica che coinvolge la valle dei Sabini e l'estremo meridionale della valle reatina, qui siamo nella parte più meridionale di un complesso sismico unico interamente attivo.

La seconda scossa, quella che ha toccato i 3,6 gradi della scala Richter, ha provocato paura nella popolazione ma fortunatamente non si sono registrati danni agli edifici.

Ci mancherebbe altro. Se una scossa di 3,6 gradi, inferiore al quarto grado della scala, provocasse danni agli edifici, sarebbe fortemente preoccupante. Vorrebbe dire che ci troveremmo di fronte a una edilizia ben peggiore di quella che Mercalli all'inizio del Novecento identificò come soggetta a danni sismici. Ricordiamo sempre che per cominciare ad avere dei danni agli edifici bisogna toccare il settimo grado della scala Richter: in tal caso si assiste al cadere di tegole a qualche piccola crepa nei muri. Solo con l'ottavo grado cominciano i guai seri, i danni consistenti.



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