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ALLARME ISTAT/ L'esperto: oltre 3 milioni di poveri in Italia. Ecco perché

Pubblicazione:venerdì 15 luglio 2011 - Ultimo aggiornamento:venerdì 15 luglio 2011, 17.49

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Si tiene conto ad esempio della spesa per l'affitto, ma non di quella per il mutuo, che non viene considerato un consumo, ma un investimento. Anche se dal punto di vista pratico uno che deve sborsare una cifra mensile per il mutuo è come se si privasse dell'equivalente di un affitto. Il dato Istat in realtà proprio per questi particolari sottostima le reali difficoltà economiche delle famiglie italiane.

Cosa calcola allora l'Istat per arrivare a questi dati?

L'Istat ha stabilito un paniere di beni standard medi per l'Italia, beni che sono considerati necessari per una vita mediamente dignitosa. Si fa una stima di quanto essi valgano economicamente. I dati di cui tiene conto l'Istat per definire i casi di povertà assoluta sono dati che fanno riferimento allo stile di vita dei paesi ricchi, non certo di quelli del terzo mondo dove si calcola in un dollaro quanto una persona spende al giorno per sopravvivere. Le nostre sono cifre ovviamente ben più alte. Dire povertà assoluta in Italia non vuol dire che una persona vive in mezzo alla strada.

La nuova manovra finanziaria inciderà su questo panorama?

Non stiamo parlando dei dati sui consumi medi, ma  di consumi inferiori alla media. Che essendo già ai minimi termini non avendo le perosne elasticità nella spesa mensile, se la situazione dovesse peggiorare non avranno la possibilità di tagliare ancora sui consumi.

Cioè?


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