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SANTO DEL GIORNO/ 15 luglio 2011: San Bonaventura vescovo e dottore della Chiesa

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Bendetto XVI cita a questo punto il passo dell’Itinerarium in cui san Bonaventura racconta la meravigliosa apparizione che ebbe nello stesso luogo San Francesco: gli apparve il Serafino alato in forma di Crocifisso. Meditando su di essa il santo si rese conto che «Tale visione mi offriva l’estasi contemplativa del medesimo padre Francesco e insieme la via che ad esso conduce» (Itinerario della mente in Dio, Prologo, 2, in Opere di San Bonaventura. Opuscoli Teologici /1, Roma 1993, p. 499).
Il papa nell’Udienza citata spiega l’apparizione:
Le sei ali del Serafino diventano così il simbolo di sei tappe che conducono progressivamente l’uomo dalla conoscenza di Dio attraverso l’osservazione del mondo e delle creature e attraverso l’esplorazione dell’anima stessa con le sue facoltà, fino all’unione appagante con la Trinità per mezzo di Cristo, a imitazione di san Francesco d’Assisi.
Quindi Bendetto XVI indica le parole conclusive dell’Itinerarium di san Bonaventura (che rispondono alla domanda su come si possa raggiungere la comunione mistica con Dio) e invita a farle «scendere nel profondo del cuore»:
Se ora brami sapere come ciò avvenga, (la comunione mistica con Dio) interroga la grazia, non la dottrina; il desiderio, non l’intelletto; il gemito della preghiera, non lo studio della lettera; lo sposo, non il maestro; Dio, non l’uomo; la caligine, non la chiarezza; non la luce, ma il fuoco che tutto infiamma e trasporta in Dio con le forti unzioni e gli ardentissimi affetti ... Entriamo dunque nella caligine, tacitiamo gli affanni, le passioni e i fantasmi; passiamo con Cristo Crocifisso da questo mondo al Padre, affinché, dopo averlo visto, diciamo con Filippo: ciò mi basta" (ibid., VII, 6).



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