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BULGARIA/ Ragazzina di 13 anni annega risucchiata dalla pompa della piscina

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La spiaggia di Varna  La spiaggia di Varna

PRECEDENTI INQUIETANTI - Ma il problema delle piscine illegali è particolarmente grave soprattutto in Bulgaria, dove circa i due terzi dei proprietari non hanno nemmeno presentato i documenti per la messa in regola degli impianti. A renderlo noto è stato Lavrenti Silov, specialista in salvataggi in acqua della Croce Rossa Bulgara di Varna, intervistato dal sito web sofiaoggi.com. Per Silov la legge bulgara di fatto non permette di sanzionare i gestori che non presentano regolari domande di utilizzo delle loro piscine. La Croce Rossa della Bulgaria è preoccupata per il fatto che il pericolo di aspirazione in pratica esiste in ogni piscina. Due anni fa una ragazza di Razgrad era morta in circostanze analoghe. Ma un risvolto ancora più inquietante della morte di Sarah Eberhardt è emerso da un articolo del quotidiano tedesco Bild. Due anni fa infatti nella piscina dell’albergo Berlin Golden Beach, la stessa dove Sarah è entrata in coma per poi morire, si sarebbe verificato un incidente analogo. Steffi R., una ragazzina tedesca di dieci anni, il 31 luglio 2009 si era tuffata nella vasca, proprio come Sarah. Steffi era stata a sua volta risucchiata dalla pompa di ricircolo e, come emerge da una lettera firmata tra gli altri dal tour operator bulgaro ITS, si sarebbe liberata dalle correnti pochi istanti prima di perdere i sensi, riemergendo appena in tempo in superficie. Steffi è stata ricoverata per una settimana nell’ospedale di Varna, riportando una forte contusione al petto e un livido proprio sopra il cuore, nel punto in cui il tubo l’aveva aspirata sott’acqua.

 

(Pietro Vernizzi)

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