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MELANIA REA/ L'autopsia: le ipotesi del medico legale

Resi noti i risultati dell'autopsia di Carmela Melania Rea. La donna sarebbe stata uccisa da una persona sola, e due giorni dopo colpita da un'altra persona diversa

Foto Ansa Foto Ansa

MELANIA REA L'AUTOPSIA - Il medico legale ha depositato i risultati dell'autopsia di Carmela Melania Rea, uccisa lo scorso aprile e di cui si sospetta sia l'assassino il marito Salvatore Parolisi. Di cui solo in queste ultime ore dopo lunghe indagini è stato chiesto l'arresto. L'autopsia rivela molti particolari, alcuni dei quali corrisponderebbero a quanto raccontato dal Parolisi, che cioè la moglie si fosse allontanata di sua volontà per un bisogno fisiologico. La donna per prima cosa presentava i pantaloni e le mutandine abbassati; il fatto che gli indumenti non fossero in alcun modo stracciati, fa pensare che li avesse abbassati lei di sua volontà proprio per il bisogno fisiologico, fare pipì. Inoltre la donna non era ancora stata avvicinata dall'assassino, perché sul volto non c'è traccia di pianto, il trucco è perfettamente conservato. Il modo in cui le gocce di sangue sono state ritrovate indicano che aveva i pantaloni ancora abbassati quando è stata aggredita. Queste tracce di sangue poi si trovano nella parte interna dei pantaloni, quindi essi erano effettivamente abbassati. Il medico legale ipotizza poi che l'aggressione sia avvenuta in due fasi: prima colpita alle spalle, poi la donna avrebbe tentato la fuga e sarebbe stata raggiunta e colpita nuovamente. I colpi di coltello risultano effettuati tutti allo stesso modo, dunque da una persona sola. C'è però un particolare che potrebbe incastrare Salvatore Parolisi definitivamente. Il suo dna si trova sulla bocca della donna, su labbra e gengive. Dunque lasciato poco prima che Melania morisse, un ultimo bacio. Se l'avesse baciata in precedenza, la lingua stessa della donna lo avrebbe cancellato.