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J'ACCUSE/ C’è una lobby europea che vuol togliere il cibo ai poveri

MARCO LUCCHINI denuncia una grave situazione europea: un gruppo di Stati non vuol destinare 400 milioni di euro al programma degli aiuti alimentari ai poveri (PEAD)

Il parlamento europeo (Imagoeconomica) Il parlamento europeo (Imagoeconomica)

Nei giorni in cui l'Istat dichiara che oltre 8 milioni di italiani vivono sotto la soglia di povertà alimentare, in cui la manovra finanziaria prevede l'aumento dell'irpef sui redditi medio bassi, in cui sempre più paesi europei sono a rischio di default, il Presidente Polacco di turno dell'Ue non riesce a mettere all'ordine del giorno del Consiglio dei Ministri dell'Agricoltura, che si svolgerà martedì prossimo, l'integrazione di 400 milioni di euro, secondo la nuova proposta della Commissione Europea, elaborata nel rispetto della sentenza della Corte di Giustizia che aveva obbligato la stessa Commissione a deliberare il 10 giugno scorso un taglio dell'80% dei fondi per gli aiuti alimentari ai poveri (PEAD). 

Perchè questo? 

Non certo perché manchino i fondi, non perché il Parlamento europeo sia contrario (vedi votazione del 7 luglio quasi all'unanimità per sostenere questo programma) ma perchè 6 paesi (Olanda, Regno Unito, Danimarca, Svezia, Repubblica Ceca, capeggiati della Germania) stanno operando quella che si definisce "minoranza di blocco". 

Viene da pensare che o si sono stancati di stare in Europa oppure in qualche modo vogliono imporre un modello che non è assolutamente proponibile negli altri paesi, in particolare in quelli dove il sistema di welfare ha origini cattoliche, infatti i più colpiti saranno Francia, Spagna, Italia, Portogallo e Polonia. Paesi dove si punta all'accoglienza della persona nella sua totalità e non solo ad erogare un servizio a chi ne ha diritto.