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Cronaca

SAN RAFFAELE/ Suicidio Mario Cal, il mistero della pistola spostata

Il suicidio di Mario Cal, vicepresidente della Fondazione San Raffaele. C'è un mistero nella dinamica dell'episodio: la pistola con cui si è sparato è stata spostata e messa in un sacchetto

Mario Cal, foto AnsaMario Cal, foto Ansa

Mistero nella morte di Mario Cal, il vicepresidente della Fondazione San Raffaele che si è suicidato stamane nel suo ufficio. La pistola infatti è stata spostata rispetto al punto esatto in cui Cal, morendo, l'aveva fatta cadere. Qualcuno, una delle prime persone entrate nell'ufficio dopo il suicidio, l'ha presa e messa in un sacchetto. Non si conosce al momento l'identità della persona né il motivo per cui avrebbe fatto tale gesto. Il pm Maurizio Ascione ha già chiesto accertamenti per identificare chi ha spostato l'arma. Si pensa che il gesto comunque sia stato compiuto in buonafede, senza tener conto che in questo modo veniva contraffatta la scena del suicidio. Mario Cal stamattina si era recato in quello che ormai era il suo ex ufficio, in quanto dopo l'azzeramento dei vertici della Fondazione San Raffaele anche lui aveva concluso ogni collaborazione con l'ente. Doveva ritirare i suoi effetti personali e lasciare per sempre la Fondazione. Erano circa le 10 e 15, ha salutato la segretaria ed è entrato. Dopo alcuni minuti la segretaria ha sentito la deflagrazione del colpo di pistola. La donna è entrata e ha visto Cal steso per terra nel sangue. La pistola, una Smith and Wesson, era regolarmente denunciata. Cal la teneva sempre con sé per paura di aggressioni.